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No Tav, per la guerriglia a Chiomonte la procura chiede il carcere per due fermati tedeschi

È stata chiesta la custodia cautelare in carcere per due ventenni tedeschi arrestati dalla Digos in flagranza differita. Le ipotesi di reato sono quelle di devastazioni e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che a resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Intanto Fratelli d’Italia e il Pd chiedono alla Camera una informativa urgente del governo in Aula con il ministro Piantedosi

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Risvolti sui fermi per quanto riguarda la guerriglia avvenuta nel cantiere di Chiomonte, da parte degli antagonisti più estremi dei No Tav. in seguito al fermo di quattro persone di nazionalità straniera la Procura di Torino, guidata da Giovanni Bombardieri, ha chiesto lacustodia cautelare in carcere per due ventenni tedeschi arrestati dalla Digos in flagranza differitadopo gli attacchi ai cantieri.

Le ipotesi di reato sono quelle didevastazioni e lesioni personali a pubblico ufficiale, in concorso con altri soggetti in corso di identificazione. I fermati sono indagati anche per resistenza a pubblico ufficiale aggravata, ovvero il reato per il quale è previsto l’arresto in flagranza differita.

No Tav, il fermo degli antagonisti

Il fermo dei due antagonisti è avvenuto durante i controlli che hanno susseguito gli scontri di sabato scorso. Nella stessa attività investigativa anchedue connazionali degli indagati erano stati fermati per poi essere allontanati dal territorio nazionale. Il provvedimento attuato, e convalidato dal Tribunale di Torino, prevede il divieto di reingresso in Italia per tre anni.

No Tav, informativa urgente chiesta da FdI e Pd

Dopo gli scontri, e in seguito alle parole ferme anche del premier Giorgia Meloni,Fratelli d’Italia, con il deputato Fabrizio Comba,ha chiesto alla Camera una informativa urgentedel governo in Aula, con Matteo Piantedosi, il ministro dell’Interno, in merito alla guerriglia che si è verificata in Val di Susa.

Il Pd si associa alla richiesta di una informativa urgente del governo su quanto accaduto”. Così il deputato demFederico Fornarointervenendo in Aula, che rimarca la posizione del partito: “Noi condanniamo sempre la violenza senza tentennamenti e esprimiamo piena solidarità alle forze dell’ordine aggredite, ma non accettiamo i tentativi di strumentalizzazione per provare a buttare questi fatti addosso alle opposizioni”. Il deputato dem poi sottolinea: “Quanto successo non ha nulla a che vedere con la storia politica della sinistra italiana, nonostante si provi a ricercare questi collegamenti”, sostenendo che “occorre l’unità delle forze politiche democratiche e delle istituzioni”.

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