Dopo la tempesta, lentamente, sembra tornare il sereno. Da Niscemi arrivano i primi spiragli di luce e la riapertura delle scuole, prevista per domani, rappresenta uno dei segnali più concreti di ripresa. Un ritorno alla normalità fragile ma necessario, soprattutto per i più giovani. Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Valentino Conti, lo ha annunciato in un video postato su Facebook: gli istituti San Giuseppe, Don Bosco e Belvedere, trovandosi in zona rossa, resteranno chiusi. Tuttavia, l’amministrazione ha già provveduto al trasloco di 17 aule, così da consentire la ripresa delle attività didattiche in altre sedi in condizioni di sicurezza.
Accanto alla riapertura delle scuole, il Comune guarda anche alle ferite invisibili lasciate dalla tragedia. Il primo cittadino ha infatti annunciato che nelle scuole saranno presenti equipe di psicologi per aiutare i ragazzi ad affrontare le conseguenze della tragedia che li ha travolti. Per l’assistenza alla popolazione, sul sito del Comune di Niscemi è stata pubblicata l’ordinanza del 30 gennaio per l’emergenza frana, insieme al Modulo di richiesta assistenza (Mra) destinati ai cittadini danneggiati. Attraverso questo strumento, sarà possibile accedere a forme di sostegno come la sistemazione alberghiera o soluzioni abitative temporanee. Per fronteggiare l’emergenza abitativa, il comune ha infatti avviato un censimento degli immobili disabitati, chiedendo la disponibilità di proprietari intenzionati a metterli in locazione.
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Nel frattempo, il lavoro sul territorio non si ferma. Le squadre incaricate continuano a operare per ripristinare la viabilità e assistere gli sfollati. Nella giornata di oggi il quarto Reggimento Genio Guastatori della Brigata Aosta si occuperà del riempimento della sede stradale della “Regia trazzera San Michele di Ganzaria – Niscemi”, intervento fondamentale per assicurare i collegamenti verso il centro abitato. I vigili del fuoco, invece, affiancano le famiglie evacuate nel recupero degli effetti personali nelle abitazioni dichiarate inagibili.
Per qualcuno la frana di Niscemi è stata un disastro annunciato
Per qualcuno, però, la frana di Niscemi non è stata una sorpresa. L’architetto Roberto Palumbo, proprietario del palazzo di tre piani crollato ieri nel precipizio e diventato uno dei simboli della tragedia, racconta al Corriere della sera che, insieme alla sua casa è crollato anche il suo cuore. Quella dimora, progettata da lui stessi nei minimi dettagli, rappresentava una vita intera: una famiglia unita e sogni costruiti mattone dopo mattone. L’edificio, risalente al 1974, era antisismico e non abusivo, come le altre abitazioni della zona, anch’esse firmate da Palumbo..
Dopo 50 anni di vita in quella casa, l’architetto parla con amarezza di un “disastro annunciato” prevedibile già dalla frana del 1997. Stando alle sue parole, tutti sapevano che qualcosa sarebbe successo ma nessuno è intervenuto. Tutti sono rimasti in attesa di qualcosa che, intervenendo, si sarebbe potuto evitare perchè “In Sicilia c’è malcostume” denuncia. “Abbiamo chiesto la demolizione delle case abbandonate, il consolidamento del costone, interventi di drenaggio per far defluire le acque, l’alleggerimento del sottosuolo con la piantumazione di alberi ad alto fusto invece di metterci cemento. Non è stato fatto nulla, e queste sono le conseguenze“.
Che si tratti di negligenza o di una lunga catena di omissioni, quanto accaduto a Niscemi lascia dietro di sé vite spezzate, ricordi perduti e il dubbio che si potesse davvero evitare.
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