“Il mio funerale, tra mille anni, si farà allo stadio Pietrangeli“. Diceva così, scherzando, Nicola Pietrangeli in occasione di un’ospitata sui canali Rai dello scorso 3 maggio quando a domanda aveva espresso le proprie preferenze su come avrebbe voluto la celebrazione delle sue esequie.
Ma i suoi desideri non sembrano potersi avverare o almeno non nelle stesse modalità. Difatti, si terranno nella cornice della chiesa di Santa Maria della Gran Madre di Dio, in via Cassia 10, in zona Ponte Milvio, il prossimo mercoledì alle 15. Mentre allo stadio di tennis a lui intitolato al Foro Italico a Roma sarà allestita la camera ardente del grande campione di tennis scomparso questa mattina all’età di 92 anni, nello stesso giorno dalle 9 alle 14.
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Nicola Pietrangeli era noto per il suo spirito ironico e sarcastico, unico nel suo genere. Nel corso di quella stessa intervista aveva motivato la sua scelta dicendo semplicemente: “Perché c’è parcheggio, poi perché ci sono tremila posti a sedere. Mi dispiace che non potrò assistere, per vedere chi viene e chi no”. Anzi, aveva anche immaginato lo scenario alternativo nel caso di maltempo e pensato anche a tutti i dettagli: “Nel caso piovesse, potremmo rimandare… Nel sottopassaggio ci sarà la bara. La musica la sto decidendo anche se ‘My way’ all’uscita non sarebbe male“.
Ma Pietrangeli, oltre ad essere stato il primo azzurro a vincere un torneo del Grande Slam con il doppio successo al Roland Garros nel 1959 e 1960, orgoglioso delle sue imprese e aveva sempre la battuta pronta, era una persona estremamente stimata anche sul piano personale, come dimostrano gli svariati messaggi di solidarietà inviati alla sua famiglia.
“Nicola era il mio amico, anche se ci beccavamo ogni tanto, ma era un gioco che facevamo”, così lo ha ricordato in diretta a Storie Italiane su Rai1 con Eleonora Daniele, Adriano Panatta, dipingendo un ritratto allegro della sua figura, “è stato un personaggio straordinario, al di là di essere un campione assoluto che ha vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere nel periodo in cui giocava“.
Panatta ha anche rivelato il dolore vissuto da Pietrangeli negli ultimi mesi per la perdita del figlio, scomparso lo scorso luglio dopo una lunga malattia: “La cosa che mi faceva più male in questo ultimo periodo era che non volevo che soffrisse: lui ha avuto un colpo tremendo quando è morto Giorgino poco tempo fa. L’ultima volta che l’ho chiamato, pochi giorni fa, gli ho detto ‘alzati dal letto, accidenti a te’. Lui mi diceva che non voleva alzarsi. Però ha fatto una vita bellissima“. E con lo stesso affetto, anche Fabio Fognini, che rimarca la tristezza di questo giorno: “Bisognerà voltare pagina, una pagina del tennis italiano che se n’è andata, ma verrà ricordata per quello che ha fatto“.
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