La camera ardente di Nicola Pietrangeli, il tennista azzurro scomparso lunedì all’età di 91 anni, è stata allestita nel campo del Foro italico che porta il suo nome. Il feretro è arrivato questa mattina, accompagnato dai famigliari e dagli amici più stretti del campione, e accolto dal picchetto d’onore dei Carabinieri, schierato per rendere omaggio a una delle figure più iconiche dello sport nazionale.
La bara è stata allestita direttamente sul campo da gioco, esposta a fianco della Coppa Davis, la stessa conquistata nel 1976, anno del trionfo degli Azzurri in Cile sotto la sua guida da capitano. Sul fondo del campo un maxischermo trasmette senza sosta le immagini delle sue gesta sportive. A mezzogiorno si svolgerà una commemorazione sul campo, alla presenza di autorità, sportivi e amici del campione, mentre le esequie si svolgeranno alle 15 nella chiesa di Ponte Milvio.
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Sembrerebbe che ai funerali si attenda anche la presenza del principe Alberto di Monaco, legato a Pietrangeli da un rapporto di profonda stima e amicizia. Intanto, in queste ore si sta verificando un lungo accorrere di fan, tifosi, amici e anche personalità del mondo istituzionale.
Nicola Pietrangeli, le parole del figlio: “Tutto come voleva lui, sono stupito dall’affetto”
La camera ardente ha rispettato tutte le richieste del tennista, compresa la musica di ‘Hier Encore’ Charles Aznavour. “Era proprio come voleva lui“, ha sostenuto il figlio del tennista, ringraziando la Federazione e i colleghi di Sport e Salute che hanno organizzato l’evento. “Non mi aspettavo in tutta Italia questa esplosione di affetto“, ha aggiunto particolarmente commosso.
“Qualche anno fa ci fu un concerto di Aznavour al Centrale e io lo portai, perché lui non l’aveva mai conosciuto ed era un fan“, ha raccontato, facendo riferimento alla forte passione del padre per questo autore. Parlando poi della decisione di porre il feretro vicino alla Coppa Davis, il figlio del tennista ha ricordato l’ossessione del padre per la quadra azzurro, sottolineando anche che “se non fosse stato così attaccato alla Coppa Davis, magari avrebbe pure guadagnato qualche cosina in più… però lui era malato di questa cosa“.
Non sono mancate poi riflessioni su Jannik Sinner, il campione italiano di tennis con cui Pietrangeli aveva avuto qualche screzio in passato. Nessuno dei due figli del primo vincitore italiano ha voluto esprimersi. “Non so se sia arrivato un messaggio di Jannik.. non ho guardato“, ha dichiarato il fratello, commentando le parole del vincitore di Wimbledon, il quale avrebbe mandato un messaggio privato alla famiglia.
“Ogni tanto sparava qualche frecciatina a destra e a manca, ma era un signore di 92 anni, amato nel suo sport, che vedeva il tennis di oggi come una cosa di mostri e di marziani“, ha comunque sottolineato uno dei suoi figli.
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