Si era preannunciato che le ricerche sarebbero state particolarmente ostiche e complesse, e così è stato. Le operazioni di soccorso per tutti gli escursionisti che risultavano dispersi in Nepal, secondo il Kathmandu Post, sarebbero anche scattate in ritardo a causa delle restrizioni di volo nella regione del Rolwaling, che richiedono un’autorizzazione speciale per i movimenti degli elicotteri. E le avverse condizioni meteorologiche causate dal Ciclone Montha avrebbero provocato ulteriori ritardi.
Operazioni che, per di più, hanno rivelato anche il più drammatico degli esiti immaginabili. Un bilancio terrificante, che registra sette persone morte, quattro rimaste ferite e altre quattro ancora disperse dopo che anche una valanga ha travolto il campo base della vetta dello Yalung Ri a 5.630 metri di quota. Tra gli escursionisti che hanno perso la vita, in base a quanto reso noto dal portavoce della polizia locale, Gyan Kumar Mahato, risultano tre cittadini statunitensi, un canadese, un italiano e due nepalesi.
Dalle ricostruzioni, sembra che la devastante valanga si sia staccata dal versante proprio mentre la squadra di alpinisti nepalesi e stranieri, insieme alle guide locali, si trovava al campo base per prepararsi alla scalata della vetta più alta.
Nel mentre, sul monte Panbari gli alpinisti italiani, Stefano Ferronato e Alessandro Caputo, stavano già affrontando la salita, e sarebbero rimasti bloccati per le condizioni meteo, rimanendo dispersi dallo scorso sabato. Quanto al compagno di cordata dei due dispersi, Valter Perlino che era rimasto al campo base dopo aver accusato un malore, da quanto si apprende, sarebbe stato recuperato nella giornata con l’elicottero.
Ebbene, un malore, accusato un paio di giorni fa, che gli ha probabilmente salvato la vita. Perché sabato, Perlino, alpinista di Pinerolo, classe 1961, faceva parte della spedizione impegnata nella scalata del monte Panbari in un’area remota del Nepal, avrebbe dovuto lasciare il campo base insieme ai compagni Ferronato e Caputo, per attaccare la vetta, ma ha dovuto rinunciare per le non buone condizioni di salute.
E proprio Perlino è stato a lanciare l’allarme per i due compagni, sorpresi dalle nevicate e dal maltempo al “Campo 1” ad oltre 5000 metri di quota, che ha improvvisamente colpito la zona. Si resta in apprensione in attesa di ricevere ulteriori aggiornamenti, nella speranza ce
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