Il gup del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, ha deciso di rinviare a giudizio don Antonio Ruccia, parroco della parrocchia di San Giovanni Battista, nel capoluogo pugliese, e un tecnico elettricista. Entrambi sono accusati entrambi di omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica sulla morte del neonato che il 2 gennaio 2025 fu trovato senza vita nella culla termica collocata in alcuni locali attigui alla Chiesa.
Secondo quanto emerso dalle indagini svolte dalla Squadra Mobile e dall’autopsia, il piccolo Angelo – così soprannominato dal sindaco di Lecce il giorno della sua sepoltura – sarebbe stato abbandonato ancora vivo, perdendo la vita in seguito a ipotermia. Il decesso sarebbe stato causato da un insieme di fattori come il malfunzionamento dei sensori della culla termica, i quali sembrerebbero non aver attivato l’allarme e dunque il sistema di allerta collegato al cellulare del parroco e l’impianto di condizionamento della stanza che avrebbe erogato aria fredda anziché calda, come riporta Bari Today. L’apparecchio era stato installato nel 2014 e a metà dicembre 2024, in seguito ad alcuni blackout, il tecnico era intervenuto per cambiarne l’alimentatore.
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Il ritrovamento del corpo del neonato
Il 2 gennaio scorso, il corpo del piccolo è stato rinvenuto dal proprietario di un’impresa funebre che si trovava in chiesa per un funerale. È entrato nella stanza della culla per mostrarla a un collega, scoprendo in quel frangente il corpo. Il bambino aveva la pelle chiara, indossava dei vestitini ed era avvolto in una copertina azzurra. I primi a intervenire dopo il ritrovamento del neonato sono stati gli agenti delle Volanti e quelli della Scientifica della questura di Bari, che hanno svolto i primi accertamenti. Si stima che il piccolo avesse circa un mese di vita, secondo quanto riporta Tgcom24.
La culla è stata messa sotto sequestro e la polizia ha condotto le indagini sul caso per stabilire se il sistema abbia smesso di funzionare a causa di un guasto tecnico. La Procura ha avviato un’inchiesta per abbandono di minore, aggravata dall’esito tragico della morte del piccolo. Gli investigatori hanno esaminato le immagini registrate dalle telecamere presenti nella zona.
Neonato morto, la difesa di don Ruccia e il rinvio a giudizio
“Io sono fuori città e non sono a conoscenza dei dettagli. So solo che il bambino è stato trovato morto alle 9:30 di giovedì mattina, lo hanno portato morto in chiesa. C’è tantissimo dispiacere“, sono state queste le prime parole di don Ruccia sul tragico evento. La difesa del parroco e l’ufficio del pubblico ministero hanno presentato insieme una nuova proposta di patteggiamento, ma questa è stata dichiarata inammissibile dal gup Casu.
Durante la discussione, il pubblico ministero ha quindi avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del sacerdote. L’avvocato di quest’ultimo, Salvatore D’Aluiso, ha invece richiesto il proscioglimento, sottolineando che il prete non avrebbe avuto una specifica competenza tecnica riguardo alla culla termica, dispositivo che negli anni passati aveva permesso di salvare due neonati. La prima udienza è stata fissata per il 5 febbraio 2026 e si svolgerà davanti al giudice Domenico Mascolo.
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