La notizia di un cuore nuovo era finalmente giunta, proveniente da Bolzano e diretto a Napoli, portando con sé la speranza di una vita diversa per un bambino di 2 anni in attesa di un trapianto di cuore. Era il 23 dicembre, e tutto sembrava pronto per una storia dal sapore natalizio: l’ospedale Monaldi era operativo, l’équipe medica già in sala, e il donatore era un bimbo di 4 anni deceduto pochi giorni prima in Val Venosta. Tuttavia, all’arrivo dell’organo, qualcosa è andato storto.

Napoli, trapianto di cuore per un bambino di 2 anni annullato per negligenza: la parallela inchiesta sulla morte del piccolo donatore
L’équipe medica dell’ospedale Monaldi di Napoli, al posto del normale ghiaccio utilizzato per conservare il cuore, ha trovato ghiaccio secco, comunemente impiegato nelle gelaterie. Il contatto con l’anidride carbonica allo stato solido ha provocato danni irreparabili, rendendo il cuore inutilizzabile. Nonostante i tentativi disperati dei medici di recuperarlo, il trapianto è stato annullato, gettando nello sconforto i genitori del piccolo paziente che rimane ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva Cardiochirurgica. Questo bambino è in cura al Monaldi sin dalla tenera età di tre mesi a causa di una grave cardiomiopatia e ora continua ad attendere un nuovo donatore.
Leggi Anche
Nel frattempo, sono iniziate le indagini per individuare i responsabili di una simile negligenza. Tre inchieste sono state avviate per chiarire le circostanze dell’accaduto: le procure di Napoli e Bolzano hanno avviato le loro indagini, alle quali si aggiunge una verifica amministrativa interna disposta dall’ospedale Monaldi. L’ipotesi più accreditata suggerisce che sia stato un addetto ai lavori, impegnato nella fase preliminare al trapianto, a confezionare erroneamente il cuore con il ghiaccio secco dopo che la banca dati nazionale aveva segnalato la disponibilità dell’organo.
Parallelamente si intreccia l’inchiesta sulla morte del piccolo donatore, deceduto il 15 dicembre mentre nuotava in una piscina comunale a Curon Venosta, in Trentino. La procura di Bolzano aveva già aperto un fascicolo in seguito all’incidente. A prescindere dagli accertamenti giudiziari, la priorità assoluta ora è quella di trovare un nuovo cuore per il piccolo paziente del Monaldi. Negli ultimi tre anni, questo ospedale si è distinto come uno dei migliori centri italiani per i trapianti di cuore, registrando un tasso di sopravvivenza al primo anno dopo l’intervento del 90%, ben al di sopra della media nazionale del 75%.
© Riproduzione riservata

