Nella tarda serata di ieri Antonio Mauro, 48 anni, ritenuto dagli inquirenti vicino al clan Contini, è stato ucciso in un agguato avvenuto tra via Cesare Rosaroll e via Pontenuovo, a pochi passi dalla Stazione Centrale e dalla zona di Porta Capuana. L’omicidio è avvenuto intorno alle 22.30 in una delle aree più trafficate della città.
Secondo una prima ricostruzione investigativa, Mauro si trovava nei pressi della propria abitazione quando è stato avvicinato da due uomini a bordo di uno scooter. La vittima avrebbe immediatamente compreso le intenzioni dei sicari e tentato una disperata fuga a piedi. I killer, tuttavia, lo hanno inseguito senza esitazione tra la folla, raggiungendolo dopo poche decine di metri e aprendo il fuoco. L’uomo è stato ferito mortalmente e sul selciato sono stati rinvenuti 6 bossoli.
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L’inseguimento tra i passanti e le indagini della polizia a Napoli
Gli assassini avrebbero agito incuranti della presenza dei numerosi testimoni presenti. Come riportato anche da NapoliToday, stando alle prime informazioni raccolte dagli investigatori, il passeggero dello scooter avrebbe impugnato l’arma e sparato mentre il conducente guidava tra le auto e i passanti presenti lungo la strada. Una scena che ha seminato il panico tra le persone che si trovavano in zona in quel momento.
Sul posto sono intervenuti gli agenti dellaPoliziache hanno immediatamente avviato le indagini. Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze e acquisendo le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza installati nell’area. Infatti, i filmati potrebbero fornire elementi decisivi per identificare i responsabili e ricostruire nel dettaglio le fasi dell’agguato.
Il precedente del 2007 e i possibili scenari
Già nel 2007, Antonio Mauro era stato bersaglio di un tentato omicidio dal quale era riuscito a salvarsi riportando una ferita da arma da fuoco. Questa volta, invece, l’agguato a Napoli non gli ha lasciato scampo. Gli inquirenti ritengono che Mauro si fosse avvicinato negli ultimi anni agli ambienti riconducibili al clan Contini, una delle componenti storiche dell’Alleanza di Secondigliano insieme ai clan Mallardo e Licciardi.
Al momento restano apertediverse ipotesiinvestigative, da un lato quella di un regolamento di conti maturato nell’ambito delle dinamiche tra organizzazioni rivali, dall’altro quella di una possibile epurazione interna al gruppo criminale di riferimento a Napoli.
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