Sono passati sei anni dalla prematura scomparsa di Nadia Toffa, la giornalista e inviata de Le Iene, eppure il dolore della sua famiglia non si attenua. Una morte improvvisa, inaspettata, che ha lasciato una ferita profonda anche nel panorama culturale italiano. Ad aggravare questo lutto, oggi, c’è il furto del Grosso d’Oro, ovvero il massimo riconoscimento civico di Brescia, assegnato alla conduttrice dopo la sua morte.
La madre di Toffa ha sostenuto di aver trovato la custodia del premio vuota, figlia di un furto violentissimo, non tanto per il valore in sé dell’oggetto, ma per il legame affettivo nei confronti del premio. Il Grosso d’Oro è stato assegnato in occasione del Premio Bulloni 2019 per riconoscere a Toffa il coraggio e il messaggio di vita da lei lasciati.
Leggi Anche
“Ho sperato che i ladri capissero il valore affettivo di quel premio. Così non è stato. Per questo ora lancio un appello: chi lo ha preso lo riconsegni“, ha spiegato la donna, chiedendo quindi di poter ottenere indietro quel simbolo del valore della figlia. Intanto, la Fondazione sta valutando la possibilità di fornire la possibilità di donare alla famiglia una seconda copia del premio Grosso d’Oro.
La Fondazione Nadia Toffa Onlus
Nel frattempo, viene specificato che la Fondazione Nadia Toffa Onlus, fondata dalla madre della giornalista, continua il suo lavoro. Nell’ultimo anno, tra gli interventi più significativi si contano le donazioni di apparecchiature per ospedali, il sostegno a studi innovativi sui tumori cerebrali, progetti di intelligenza artificiale in oncologia e assistenza a comunità fragili, come la Terra dei Fuochi.
Nello specifico, è stata donata agli Spedali Civili di Brescia di un sistema composto da un ecografo e un neuronavigatore per identificare con precisione le neoplasie cerebrali e l’acquisto di strumenti chirurgici e di chemio terapia per gli Ospedali Riuniti di Livorno e per l’ospedale San Carlo di Potenza. La Fondazione si occupa anche del sostegno agli studi sulla biopsia liquida nei tumori cerebrali, portati avanti al San Raffaele di Milano.
“Il nostro lavoro continua nel solco dei valori di Nadia, ovvero il coraggio, la determinazione e l’altruismo“, ha spiegato la madre della giornalista, sostenendo che ogni donazione, ogni piccolo passo in avanti sono il tentativo di “costruire quel futuro di speranza che lei desiderava tanto“.
© Riproduzione riservata

