Antichi Telai 1894

Morte Andrea Purgatori, quatto medici rinviati a giudizio: ‘Omicidio colposo’

4 Min di lettura

Sono quattro i medici imputati nel fascicolo che prova a fare luce sugli ultimi mesi di vita diAndrea Purgatori, giornalista di La7 che, pur affetto da un tumore, avrebbe avuto, secondo le accuse, una aspettativa di vita più lunga. Un’aspettativa che venne stroncata dalla diagnosi di metastasi cerebrali, che però, a detta della procura che aveva commissionato una consulenza,sarebbero state inesistenti.

Quattro medici che, per la Procura di Roma, avrebbero quindi commesso unaserie di errori diagnostici e terapeuticitali da decretare la morte del cronistanel luglio 2023. Per questo il giudice li ha rinviati a giudizio e dovranno affrontare il processo con l’accusa diomicidio colposo. Gli imputati sono il professor Gianfranco Gualdi, uno tra i migliori radiologi del Paese, i soui collaboratori Claudio Di Biasi, che per gli inquirenti dovrà rispondere anche di falso, e Maria Chiara Colaiacomo, e il cardiologo Guido Laudiani.

In sostanza, per i magistrati, il sostituto procuratore Giorgio Orano e il procuratore aggiunto Sergio Calaiocco, mentre i quattro medici si focalizzavano sulle presunte metastasi, si trascuravano altre manifestazioni patologiche. Tra queste un’endocardite che causò il decesso di Purgatorie che sarebbe potuta essere curata attraverso la somministrazione di un comune antibiotico. La denuncia dei figli del giornalisti è stata sporta all’indomani del decesso dagli avvocati Michele e Alessandro Gentiloni.

Una tragica vicenda che sarebbe quindi il risultato di un concatenarsi di errori:dalle diagnosi sbagliate e accertamenti incompleti, fino a terapie ritenute inappropriate. E che, quindi, dalla consulenza depositata dai periti nominati dalla procura, vedrebbe il giornalista che, pur essendo affetto da un tumore al polmone con metastasi, non sarebbe morto a causa della malattia oncologica ma per le conseguenze di una endocardite infettiva risultate fatali, in quanto non riconosciuta in tempo per consentire l’avvio delle cure adeguate.

Dagli atti, la ricostruzione del percorso clinico di Purgatori inizia l’8 maggio 2023, quando il giornalista si sottopone a una risonanza magnetica. Secondo l’impostazione accusatoria, all’indomani Gualdi avrebbe formulato la diagnosi di metastasi “senza margini di dubbio“. Da qui, l’avvio di un trattamento radioterapico. Un referto che per la procura sarebbe stato redatto con “grave imperizia, negligenza e imprudenza” e che avrebbe portato una terapia considerata dagli inquirenti non necessaria ed altamente debilitante per il paziente.

Ma Gualdi e Di Biasi avrebbero continuato a interpretare le immagini come compatibili con un quadro metastico anche nei mesi successivi. Per i consulenti della procura, invece,quelle lesioni erano riconducibili a fenomeni ischemici. E quando le condizioni neurologiche del paziente continuavano a peggiorare, per i magistrati, il cardiologo Laudani, già punto di riferimento di Purgatori durante precedenti ricoveri, non avrebbe attivato il percorso diagnostico adeguato per individuare le cause emboliche che stavano di fatto colpendo Purgatori.

Da qui l’epilogo arrivato l’8 luglio, quando il giornalista viene ricoverato d’urgenza al policlinico Umberto I. Ore cruciali, secondo gli inquirenti, durante le quali sembra che Di Biasi abbia alterato la rappresentazione diagnostica delle immagini cerebrali. Secondo la contestazione, nel referto della risonanza magnetica il medico avrebbe attestato la presenza di un “diffuso coinvolgimento secondario eteroplasico“, ovvero metafisico, nonostante fosse evidenti lesioni di natura ischemica.

Un comportamento che, per la procura, sarebbe stato finalizzato a occultare il precedente errore diagnostico. Una ricostruzione che potrà essere confermata o smentita solo con il processo che inizierà il 12 gennaio 2027: stabilire se quelle scelte cliniche furono effettivamente determinanti nella morte di Purgatori o se, come sostiene la difesa,i medici hanno agito correttamente.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.