Solo, sdraiato sull’asfalto, a piedi nudi con le ciabatte di fianco, urla e si dimena, in evidente stato confusionale: è ciò che ritraggono i tanti filmati negli attimi precedenti alla colluttazione con i poliziotti poi terminata con la sua morte. E’ il 19 luglio, poco prima delle 13 quandoAbderrahim Fakirviene immobilizzato dagli agenti dopo che l’uomo di origini marocchine si scaglia contro un auto in arrivo.
I numerosi filmati girati dai residenti di via Svevo a Bologna sono stati acquisiti dagli inquirenti ai fini delle indagini che dovràaccertare le cause e le circostanze del decesso dell’uomo. Video che si aggiungono ai contenuti della bodycam di uno dei due agenti. In attesa dell’autopsia, fissata per il 24 luglio, la Procura sta lavorando per ricostruire con esattezza ciò che è accaduto al Pilastro.
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Molti ancora i dubbi su come Fakir abbia perso la vita. In uno di questi nuovi video, pubblicato dal tg diLa7, la polizia è già arrivata, rimane a distanza. Prima dell’inizio del contatto fisico,culminato con l’immobilizzazione a terra, passano circa 30 minuti, durante i quali gli agenti parlano con il marocchino, tentando di calmarlo.
Poi gli spezzoni che riprendono Fakir scagliarsi contro le porte dei garage, fino al momento in cui si scaglia contro l’auto in arrivo e scatta l’intervento degli agenti:i due poliziotti gli vanno addosso e lo buttano a terra, spruzzandogli lo spray al peperoncino, lo bloccano, salendogli sulla schiena, fino a quando non smette di muoversi. Quindi, l’intervento della Croce Rossa provano a rianimarlo, invano.
Attimi di grande tensione, una fase cruciale che viene anche questa ripresa e documentata da un video fornito all’Ansa dai familiari della vittima: Fakir è a terra,ancora legato con fascette alle caviglie e braccia dietro la schiena, un operatore compie compressioni toraciche e un altro la ventilazione. Sul corpo i fili del defibrillatore e vicino in ginocchio anche un agente.
L’origine delle ferite, ma anche lacorrettezza delle manovre rianimatorie sono tra gli elementi che dovrà chiarire l’autopsia, affidata dal procuratore Paolo Guido e dai pm Francesca Arienti e Domenico Ambrosino ad una squadra di esperti. Ma ombre da schiarire ci sono anche il profilo tossicologico della vittima con la verifica dell’assunzione o meno di sostanze stupefacenti da parte di Fakir e nel caso che tipo di sostanze. Oltre al profilo della condizione psichiatrica dell’uomo.
Un mese prima di morire, il pomeriggio del 20 giugno, risulta aver fatto accesso al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna per un problema di tipo psichiatrico. L’uomo, infatti, presenta ferite ai polsi, che si sarebbeprocurato probabilmente con gesti autolesionisti, ma non risulta seguito dal Centro di salute mentale. Ma i precedenti risalgono anche a pochi giorni prima, al 12 giugno, quando Fakir viene segnalato come molesto a Castello d’Argile in un’area condominiale.
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