Si svolgerannoquesto venerdì dalle ore 9:00 i nuovi accertamenti tecnici non ripetibili per il caso delle due donne morte avvelenate a Pietracatella(Campobasso).Lo scorso 4 maggiosono stati prelevati 7 dispositivi elettronici nella casa della famiglia ed ora il contenuto dei telefoni e computer verrà analizzato. Gli accertamenti saranno effettuati dal personale dello Sco (Servizio Centrale Operativo) delegato dalla Procura di Larino.
Alle operazioni potranno partecipare gli indagati e le parti offese insieme ai loro legali (in merito all’inchiesta sui medici). Lo Sco avrà 60 giorni per consegnare il lavoro, essendo chele analisi dei dati partiranno dalla prima accensione dei dispositivi fino all’ultimo giorno del loro utilizzo.
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L’attenzione degli investigatori è rivolta ad una specifica ricerca.Gli agenti vogliono comprendere se a cercare notizie sulla ricina siano state le stesse vittime, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia. Sarebbe questa la motivazione scritta nella convocazione delle parti offese e degli indagati per gli accertamenti di venerdì. Verranno passati al setaccio i dati utili per comprendere “rapporti, relazioni e legami correlabili alle navigazioni internet dirette a procurarsi ricina da parte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi”
Inoltre, verranno controllate le “chat di WhatsApp e altri social inerenti alla patologia da ricina affrontata in casa e in ospedale tra il 25 e il 28 dicembre”. Si cercano anche possibili commenti con parenti e amici sulle modalità di cura da parte dei medici e dei paramedici. Prosegue ancora la ricerca di dati che possano aiutare a ricostruire i rapporti interpersonali, le abitudini delle due vittime ed eventuali annotazioni su alimenti consumati nei giorni successivi all’assunzione di ricina. Infine, verranno analizzate foto, navigazioni internet, registrazioni vocali e posizioni dei dispositivi. Si attendono, quindi, ulteriori indizi che possano far luce sul giallo di Pietracatella.
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