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Monte Bianco: traforo chiuso per 9 settimane

La decisione sulla chiusura del traforo del monte Bianco che era prevista per il 4 settembre potrebbe slittare. Colpevole il maltempo

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Ebbene sì, la decisione sulla chiusura del traforo del monte Bianco che era prevista per il 4 settembre potrebbe slittare. Colpevole il maltempo che ha provocato una frana gli scorsi giorni al Fréjus: si potrebbe creare quindi un tilt del sistema dei trasporti alle frontiere tra Italia e Francia.

Monte Bianco: 8 settimane di chiusura

Saranno 9 le settimane di chiusura per il traforo del Monte Bianco per degli interventi di manutenzione. La notifica arriva direttamente dal presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin che afferma: “Ci siamo confrontati sull’ipotesi di chiusura del traforo del Monte Bianco che si protrarrà per un massimo di nove settimane per permettere l’esecuzione di interventi non procrastinabili“. In ogni caso – come ribadito da Testolin – sarà garantita la data di riapertura del 18 dicembre prossimo per permettere il ripristino della viabilità prima del periodo natalizio.

Monte Bianco: lavori slittati di 8 giorni

Il Geie, raggruppamento italo-francese di gestione della struttura ha fatto sapere che l’inizio dei lavori sul traforo del Monte Bianco sarebbero slittati dalla data prevista, il 4 settembre. In una nota, la stessa organizzazione fa sapere: “I lavori di ristrutturazione della volta sono stati rinviati e il tunnel rimarrà aperto in attesa della ripresa del traffico sulla A43 e della riapertura del tunnel del Fréjus ai mezzi pesanti, prevista entro otto giorni. La priorità viene data al mantenimento degli scambi commerciali tra Italia e Francia“.

Monte Bianco: il futuro è incognita

Lunedì 4 settembre è prevista da tempo la chiusura del tunnel del Monte Bianco per 15 settimane per lavori. Ma ora questa chiusura potrebbe slittare. Confindustria aveva già espresso timori per le ricadute sul Pil di questi stop al Monte Bianco, ora il rischio è una paralisi per i trasporti internazionali. Il gestore italo francese del tunnel – Geie-Tmb – si trova davanti un bivio e per ora il futuro resta davvero un’incognita.

Riccardo Rigacci, direttore gerente del Geie-Tmb afferma: “Rimaniamo in attesa che la concessionaria francese del traforo del Fréjus interessata dalla frana concluda le proprie valutazioni in merito ai tempi della riapertura, per poi trarre le nostre conclusioni. Al momento non sono state assunte decisioni e non abbiamo variato i nostri programmi“.

Monte Bianco e Fréjus: la loro importanza per l’economia

Durante il periodo di chiusa del traforo del Monte Bianco, il Fréjus assorbirà il 90% del traffico pesante del Bianco. Di fatto, è un cantiere test di cui se ne sentiva parlare da mesi. Si lavorerà su un tratto di 600 metri e, in caso di esito positivo, si proseguirà per uno spazio analogo nel 2024.

Il Bianco assorbe il 3,5% del traffico leggero alle frontiere alpine e il 5,4 di quello pesante. Marco Bussone, presidente nazionale di Uncem dichiara: “Con il tunnel di base del Tav, la frana in Maurienne non avrebbe bloccato i rapporti tra Italia e Francia. Ne parleremo sabato pomeriggio a Moncenisio. Anche di questo. E chiediamo con urgenza al Mit di intervenire per differire i lavori del Monte Bianco spostandoli a fine emergenza in Maurienne, che ha tempi indefiniti di risoluzione. La situazione è troppo grave e complessa, l’isolamento pericoloso per il Paese“.

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