La difesa diSalim El Koudri, il 31enne accusato di aver travolto volontariamente la folla aModenaferendo otto persone, sta valutando la richiesta di una perizia psichiatrica. “Prima di tutto deve essere visitato e deve riprendere unaterapia farmacologica che lo stabilizzi”, ha spiegato l’avvocatoFausto Giannelli, “Solo allora forse sarà possibile interrogarlo in modo utile e capire davvero cosa sia successo e perché”.
Secondo il legale, il giovane si troverebbe in unostato mentale gravemente compromesso, tanto da non riuscire ancora a ricostruire con lucidità quanto accaduto sabato. Intanto la procura di Modena ha chiesto laconvalida dell’arresto e la custodia in carcerema non ha contestato l’aggravante terroristica o di odio razziale e nemmeno la premeditazione.
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Infatti, al termine dell’udienza di convalida, fuori dal carcere di Modena, Giannelli riferisce: “Confermata l’accusa di stragema per il momento gli vengonocontestate solo le lesioni gravissime“.
“Ricorda frammenti, è ancora sotto shock”
L’udienza è andata dunque come previsto. L’obiettivo non è chiarire la dinamica dei fatti ma comprendere le ragioni profonde del gesto: “Temo che ciò che racconta serva ancora a poco per chiarire davvero cosa sia accaduto”, ha dichiarato Giannelli prima dell’interrogatorio nel carcere di Modena. Il difensore descrive il suo assistito come unapersona “confusa”, incapace di collegare in modo coerente gli eventi.
“Ricorda frammenti, spesso dopo che glieli racconto io stesso”, ha spiegato il legale. “Gli episodi più drammatici sembrano riaffiorare solo in parte”. Il 31enne, riferisce ancora l’avvocato, sarebbe chiuso nel silenzio: “Non ha chiesto di vedere nessuno, neppure i familiari a cui è molto legato. Risponde a monosillabi.Credo sia ancora sotto shock”.
El Koudri cercava una strage a Modena
Il gesto compiuto rimane comunque estremamente grave, “ha lanciato l’auto contro la folla. I video sono chiarissimi”, ha detto Giannelli. “Si è scagliato contro le persone cercando una strage”. Il legale ha ricordato le conseguenze drammatiche dell’investimento: “Ci sono persone tra la vita e la morte, altre avranno la vita distrutta”.
Secondo quanto riferito dalla difesa, il giovane non sarebbe ancora in grado di spiegare il motivo delle sue azioni. Continuerebbe soltanto a ripetere: “Andavo più forte che potevo”. L’avvocato ha chiarito anche alcuni aspetti legati allo stato emotivo del 31enne prima dell’attacco.
“Ha detto di sapere che sarebbe potuto morire, ma non ha mai detto di volerla fare finita”, ha spiegato il difensore, escludendo almeno per ora un intento suicidario esplicito. Per la difesa, il quadro che emerge allontanerebbe l’ipotesi di una matrice terroristica e farebbe invece pensare a “una gravissima condizione psichiatrica”.
Il passato nei centri di salute mentale
Secondo il racconto del legale, El Koudri avrebbe già seguito in passato unpercorso presso un centro di salute mentale.“Per circa un anno e mezzo aveva seguito una terapia e la situazione era migliorata”, ha spiegato Giannelli. “Poi ha interrotto tutto ed è ripiombato in una condizione sempre peggiore”.
La difesa spera ora che eventuali accertamenti psichiatrici possano aiutare a comprendere il movente dell’attacco: “Noi non siamo riusciti a entrare davvero nella sua testa. Speriamo possano farlo gli psichiatri”.
Le email, la Nato e i sospetti di radicalizzazione
Negli ultimi giorni gli investigatori stanno analizzandocomputer, telefoni, email e profili socialdel 31enne. “Le autorità hanno accesso a tutto”, ha confermato l’avvocato. “Finora non è emersonulla che faccia pensare a una vera radicalizzazione islamista o terroristica”.
Secondo quanto emerso, in passato il giovane avrebbe frequentato lamoschea, salvo poi allontanarsi completamente dalla religione. “La stessa famiglia si lamentava del fatto che non fosse più credente”, ha riferito il legale.
Tra gli elementi finiti sotto la lente degli investigatori ci sono anche alcuneemailinviate a basiNato, nelle quali il giovane chiedeva informazioni sui menù interni e sulle modalità di arruolamento. “Sono comportamenti che parlano più di unamente disturbatache di un progetto terroristico”, ha sostenuto Giannelli.
Sui social, inoltre, sarebbero comparsi messaggi contro “chi fa soldi immeritatamente”, compreso un post controChiara Ferragni. “Tutte cose che non segnano un percorso logico dentro cui trovare una spiegazione, ma che dimostrano ildisagioche lo attraversava”, ha aggiunto il difensore.
La famiglia “devastata”
Nel frattempo la famiglia del giovane sarebbe completamente sconvolta per quanto accaduto. “Mi parlano più dellevittimeche del figlio”, ha raccontato l’avvocato. “Dicono di non trovare parole di scuse per quello che è accaduto”.
Mentre proseguono le indagini ciò che rimane da capire è se dietro il gesto ci sia stata unalucida volontà criminaleoppure il crollo definitivo di una condizione psichica già compromessa da tempo.
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