Svolta nelle indagini per l’omicidio di Sergiu Tarna, il barista di 25 anni che è stato trovato senza vita all’interno di un campo a Mira, alle porte di Venezia. Sembrerebbe che, a quasi 10 giorni dal delitto, le forze dell’ordine siano ad una svolta. Come riferito da diverse testate locali, tra cui Il Gazzettino, La Nuova Venezia e Il Corriere del Veneto, sembra che sia stato compiuto un arresto.
Sembra, anche se non vi sono conferme ufficiali sulla questione, che il sospettato sia un agente della polizia locale. Al momento, gli altri dettagli della vicenda non sono ancora stati resi noti. La conferenza prevista tra poche ore, quindi, potrebbe fugare i numerosi dubbi che ancora esistono sulla tragedia. Primo tra tutti il movente che potrebbe aver spinto il sospettato a togliere la vita al 25enne.
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Mira, il ritrovamento del cadavere del barista
Il caso fa riferimento a quanto avvenuto lo scorso 31 dicembre a Mira. Un passante che stava attraversando un campo si sarebbe trovato di fronte ad un cadavere. Superato lo shock iniziale, avrebbe immediatamente allertato le forze dell’ordine e i soccorritori, che si sono tempestivamente recati sul luogo. Il cadavere era riverso su un fianco a circa 200 metri dalla strada, vestito e con una vistosa ferita su una tempia. L’ipotesi principale è che si trattasse del foro di un proiettile.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo investigativo di Venezia, che hanno dato avvio immediato alle indagini. La zona del ritrovamento è stata transennata al fine di permettere i rilievi tecnici e gli agenti hanno cercato di identificare il giovane. Non è chiaro, infatti, se sul corpo fossero presenti i documenti necessari all’identificazione.
Come riporta Venezia Today, Tarna era un giovane conosciuto nel Paese. Da due anni lavorava in un locale di Mira, dove aveva imparato il suo mestiere e si era fatto amare dai suoi clienti. Nell’ultimo periodo, però, gli affari non erano dei migliori, anche a causa di una rissa scoppiata il 15 novembre che aveva portato alla sospensione della licenza del locale per 15 giorni. Nell’ultima settimana prima della sua morte, il giovane aveva iniziato a lavorare da un suo amico, con l’obiettivo di rimettersi in sesto economicamente. Solo sette giorni dopo, poi, è arrivata la morte. I dubbi da chiarire sulla vicenda, quindi, sono ancora tantissimi.
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