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Milano, morì davanti alla sede di Sky, assolti 2 vigilantes, la madre: ‘Una vergogna’

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Nella notte tra il 19 e il 20 agosto del 2023 il 34enneGiovanni Sala, originario di Palermo, si aggirava barcollando, “in evidente stato di alterazione”, davanti alla sede di Sky a Santa Giulia-Rogoredo, aMilano, quando fu atterrato e bloccato sul marciapiede dadue guardie giuratedell’istituto Italpol. In circa 10 minuti smise di muoversi e all’arrivo dell’ambulanza risultava giàdeceduto.

All’inizio le indagini erano state aperte con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, ma il pmAlessandro Gobbisle ha chiuse formulando l’accusa diomicidio preterintenzionale. Oggi, terminato il processo, è arrivata la sentenza dellaCorte d’Assise di Milano: i due vigilantes sono stati assolti perché la Corte ha ritenuto cheentrambi abbiano agito “nell’adempimento di un dovere(scriminante prevista dall’articolo 51 del codice penale). Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

La dinamica dei fatti a Milano

Una sentenza inaspettata visto che il pm Gobbis aveva chiesto per entrambi, assistiti dall’avvocatoSandro Clementi,la condanna a6 anni di reclusioneper averlo trattenuto a terra con il ginocchio sulla schiena per“4 minuti”. Infatti, come mostrano le telecamere di sorveglianza piazzate davanti all’ingresso, alle 00:29 del 20 agosto 2023, era stato atterrato per la prima volta e trascinato sul marciapiede. Si era poi rialzato e allontanato.

Solo 3 minuti più tardi era tornato davanti ai cancelli ma, questa volta, non se ne sarebbe più allontanato vivo. I due vigilantes lo tennero prima seduto con le mani sul collo e poi lo girarono:uno gli teneva le mani sulle spalle, l’altro lo afferrò per una gamba mantenendo un ginocchio fermo sulla sua schiena. Il 34enne smise di muoversi, morì per un arresto cardiaco ma secondo Gobbis “non era un pericolo per nessuno, era stato solo molesto e petulante“.

Secondo il pm, i video delle telecamere bastavano a far capire chenon era necessaria la violenzaeppure le due guardie giurate hanno dato “sfogo ad istinti violenti e inutilmente prevaricatori”.

Il dolore dei genitori di Sala

Scossa dalla sentenza e rivolgendosi ai giudici e agli imputati fuori e dentro l’aula, lamadredi Giovanni Sala, ha urlato: “Vergognoso, mio figlio non c’è più e questi due, delle bestie, sono liberi“. Dopo queste forti affermazioni, è stata portata via dai legali di parte civile e dagli altri familiari, tra cui il padre del 34enne che ha aggiunto: “Bastava guardare i video, ma non finisce qui“.

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