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Milano Cortina, Ghali: il post polemico prima della cerimonia

Partecipare ma senza avere la libertà nel parlare, questo è stato chiesto a Ghali. Stasera a Milano Cortina ci sarà anche lui ma rispetterà il veto imposto?

3 Min di lettura

Lo scorso 26 gennaioAbodiha affermato cheGhali sarebbe stato presente alla cerimonia di Milano Cortina, chesi terrà questa sera. Il ministro ha però fatto una precisazione:non avrebbe potuto parlare sul palco e soprattutto esprimere le sue posizione filo-palestinesi. Il ruolo dell’artista si deve limitare ad una performance che non può essere l’inno di Mameli, che invece spetta a Laura Pausini.

24 ore prima della cerimonia èGhalia rompere il silenzio. Il cantante decide di partecipare lo stesso ma ci tiene a precisare quanti divieti avrebbe subito, spiegando anche di sapere bene perché è stato chiamato. Nonostante tutto staserà ci sarà e molti si aspettano da lui un colpo di scena.

Ghali: “So perché vogliono uno come me”

In un postGhaliha scritto una lettera rivolta ai suoi followers, e non solo:“A tutti. Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo”.

E aggiunge: “So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato.So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo.So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro”.

In molti in queste ore stanno commentando il post e incitanoGhalia farsi valere su quel palco. Nonostante le polemiche,l’artista garantisce che stasera ci saràe chissà se, quando avrà i riflettori puntati, deciderà di fare come vuole e recitare la poesia anche in arabo e di rivolgere quelle parole anche ai palestinesi che non hanno più una casa a causa del genocidio compiuto da Israele.

Ghaliha ricevuto l’avvertimento: ora sta a lui decidere se rispettarlo o rischiare, ma senza lasciarsi “tappare” la bocca.

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