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Milano Cortina 2026, Papa Leone XIV invoca una tregua olimpica in occasione dei Giochi

Il Pontefice afferma che non sono i vincitori a scrivere la storia, ma coloro che si dedicano a salvare gli oppressi. Inoltre, sottolinea come sia un'illusione pensare che la felicità appartenga solo ai ricchi

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Papa Leone XIV ha espresso il desiderio di una tregua olimpica in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina. Durante l’Angelus, il Pontefice ha ricordato che il prossimo venerdì prenderanno il via i Giochi olimpici invernali, seguiti dai Giochi paralimpici. “Queste importanti manifestazioni sportive rappresentano un potente messaggio di fratellanza e rinnovano la speranza in un mondo pacifico. Questo è anche il significato della tregua olimpica“, ha dichiarato.

Il Pontefice, richiamando il significato della tregua olimpica, antica tradizione legata allo svolgimento dei giochi, auspica che coloro che hanno a cuore la pace tra i popoli e ricoprono incarichi di autorità possano compiere gesti concreti di distensione e dialogo in questa occasione.

Papa Leone XIV
Milano Cortina 2026, Papa Leone XIV invoca una tregua olimpica

Milano Cortina, l’Angelus di Papa Leone XIV in vista dei Giochi Olimpici Invernali

Papa Leone XIV durante l’Angelus in vista di Milano Cortina 2026 ha colto occasione per esprimere grande soddisfazione nei riguardi degli Gentiluomini di Sua Santità, agli Addetti di Anticamera e ai Sediari Pontifici, sottolineando quanto fosse importante dedicare loro un momento speciale per condividere gratitudine e incoraggiamento. Ha aperto l’udienza salutando monsignor Leonardo Sapienza, Reggente della Prefettura della Casa Pontificia, e padre Edward Daleng, vice-reggente, i quali coordinano con dedizione questo servizio. Nel suo discorso, il pontefice ha espresso riconoscenza a tutti, evidenziando la fedeltà al Papa con cui viene svolto il loro compito.

Ha sottolineato come questa dedizione lo sostenga quotidianamente nella sua missione apostolica, portando beneficio alle persone che incontra in diversi contesti: dalle visite di Stato alle udienze, passando per occasioni solenni o familiari. Riflettendo sul valore del loro lavoro, Papa Leone ha sintetizzato il senso di questo servizio in tre verbi fondamentali: disporre, accogliere e salutare. Ha spiegato come la qualità di un incontro inizi dalla cura e dall’attenzione riposte nei preparativi, anche nei minimi dettagli. Ha poi evidenziato l’importanza di mettere a disposizione gli spazi con un servizio caratterizzato da attenzione e umiltà.

A ciò segue la delicatezza dei gesti di accoglienza e saluto, che devono essere nobili ma non artificiosi, eleganti ma senza eccessi, così da trasmettere sempre un senso di affabilità. A questo proposito, il Papa ha ricordato che, indipendentemente dal rango o dallo stato della persona, l’attenzione e l’amore del Successore di Pietro rimangono immutati per tutti.

La sobria bellezza che caratterizza il protocollo pontificio si riflette sui gesti quotidiani degli addetti. Esortando i presenti a ispirarsi alla storia dei loro predecessori, Papa Leone li ha incoraggiati a vivere secondo quei valori con coerenza. Ha sottolineato che il servizio di onore richiede una specifica etica professionale, ma ancor prima una fede solida e uno stile spirituale basato sulla devozione alla Chiesa e al Papa.

Le Beatitudini appaiono come un paradosso solo per chi crede che i prepotenti domineranno per sempre sulla Terra e si sorprende nel pensare che la felicità sia riservata esclusivamente ai ricchi“. Così ha concluso Papa Leone, riflettendo sul brano evangelico del giorno. Gesù, ha sottolineato il Pontefice, offre una luce che svela il senso autentico della storia. Egli è il povero che dona la sua vita a tutti, il mite che affronta con perseveranza il dolore, e l’operatore di pace perseguitato fino alla crocifissione. La storia che egli illumina non è quella scritta dai vincitori, ma quella che Dio realizza salvando gli oppressi.

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