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Milano, caso dei 30 secondi: chiesta la condanna a 2 anni per l’ex sindacalista

La Procura generale di Milano chiede la condanna dell’ex sindacalista accusato di aver abusato di un’hostess a Malpensa. La Cassazione aveva annullato la doppia assoluzione: “Il ritardo nella reazione della vittima è irrilevante”.

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Torna al centro dell’attenzione ilcaso dei cosiddetti “30 secondi”,la vicenda giudiziaria nata nel2018dopo la denuncia di unahostesscontro un ex sindacalista dell’aeroporto diMilano Malpensaaccusato diviolenza sessuale.

Nel nuovo processo d’appello bis, celebrato a Milano dopo l’annullamento della Cassazione, il sostituto procuratore generaleAngelo Rennaha chiesto per l’imputato unacondanna a due anni di carcere.

Il caso dei 3o secondi e la doppia assoluzione

La vicenda aveva provocatoforti polemicheper le motivazioni con cui l’uomo, oggi 48enne, era stato assolto sia in primo grado sia in appello. Secondo le precedenti sentenze, infatti,la donna avrebbe avuto il tempo di opporsi all’abuso, avvenuto, secondo la ricostruzione processuale, nell’arco di circatrenta secondi.

Una valutazione che aveva suscitatoindignazionee acceso il dibattito pubblico sul consenso e sulle reazioni delle vittime di violenza sessuale.

L’intervento della Cassazione

Nel febbraio 2025 la Corte di Cassazione ha annullato conrinvio la doppia assoluzione, ordinando un nuovo processo davanti alla Corte d’Appello di Milano. Nelle motivazioni, i giudici hanno chiarito cheil “ritardo nella reazione” della vittima o nella manifestazione del dissenso è “irrilevante”ai fini della configurazione del reato diviolenza sessuale.

La Suprema Corte ha inoltre sottolineato che lasorpresa e lo shockprovocati da un abuso possono impedire alla vittima di reagire immediatamente o di difendersi. “La giurisprudenza appare netta”, scrivono i giudici, evidenziando come la situazione possa porre chi subisce l’aggressione in una condizione di impossibilità a opporsi.

La nuova udienza a Milano

Davanti alla Corte d’Appello milanese, composta dai giudici Manzi, Rinaldi e Fasano, si sono svolti oggi gli interventi delle parti. Nella precedente udienza, celebrata a porte chiuse, la donna aveva nuovamentetestimoniato, assistita dall’avvocatoGionata Bonuccelli.

Secondo il legale della parte civile, la difesa dell’imputato avrebbe tentato di mettere in dubbio lacredibilitàdella vittima, senza però riuscirci. “La sua versione è rimasta salda e coerente”, aveva dichiarato l’avvocato dopo l’udienza.

I fatti contestati

L’episodio contestato risale al 2018. La hostess si era rivolta al sindacalista per una vertenza lavorativa legata all’ambiente aeroportuale di Malpensa. Durante quell’incontro, secondo quanto emerso dalle indagini, si sarebbero verificati gli abusi e le molestie denunciati dalla donna.

La nuova sentenza del processo d’appello bis è attesa per il prossimo10 luglio.

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