L’episodio risale alla mattinata dimercoledì 27 maggio. Uno scooter passa con ilsemaforo rossoall’incrocio tra via Verziere e via Larga, in pieno centro aMilano. Due agenti motociclisti dellapolizia localeassistono alla scena, seguono il mezzo e fermano il conducente per notificargli direttamente l’infrazione. Una volta accostato, l’uomo alla guida mostra i documenti: si tratta diFilippo Barberis, 43 anni, attuale capo di gabinetto del sindacoBeppe Salaedex capogruppo del Pda Palazzo Marino.
Scatta la recidiva: patente consegnata per Barberis
Per il mancato rispetto della segnaletica semaforica (disciplinato dall’articolo 146 del Codice della strada), la sanzione amministrativa prevede una multa che va da un minimo di167 a un massimo di 665 euro.Gli agenti della locale avviano la stesura del verbale, ma la vicenda si complica durante i controlli di rito nel terminale.
Dagli accertamenti successivi condotti dai ghisa emerge infatti unaprecedente violazione analoga, contestata a Barberis nel corso del 2025.
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Poiché i due episodi si sono verificati nell’arco di un biennio, per il capo di gabinetto è scattata l’applicazione delcomma 3-bis dello stesso articolo del Codice della strada,che prevede la recidiva. Di conseguenza, Barberis ha dovuto consegnare immediatamente la patente di guida agli agenti ai fini della sospensione, la cui durata, stabilita dalla Prefettura che notificherà l’atto, potrà variareda un minimo di uno a un massimo di tre mesi.
Non solo a Milano: i precedenti tra gli amministratori locali
Filippo Barberis non è il primo amministratore locale a dover fare i conti con le sanzioni del Codice della strada. Lo scorso ottobre, un episodio simile aveva riguardatoAlice Moggi, vicesindaca e assessora alla Mobilità del Comune diPavia, che era stata fermata e sanzionata dalle forze dell’ordine mentre si trovava alla guida dellapropria automobilecon il telefono cellulare in mano.
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