La vicenda dellaragazza di appena 18 anniche nella notte tra sabato e domenica a San Zenone al Lambro, in provincia di Milano,ha denunciato di essere stata stuprataassume dettagli sempre più inquietanti. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti,la giovane avrebbe provato a sfuggire all’uomoche l’ha aggredita, lottando per circa un’ora.Il suo corpo sarebbe cosparso di lividi.
La Procura di Lodi ritiene credibile la ricostruzione dell’aggressione fornita dalla vittima ed è al lavoro per cercare di individuare il presunto responsabile.La violenza si sarebbe consumata all’altezza del secondo parcheggio della stazione. Si tratta di una zona isolata, nascosta tra due terrapieni. Gli investigatori stanno vagliando le immagini delle telecamere, anche quelle di privati, che potrebbero aver ripreso l’arrivo e la fuga dell’uomo.
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La giovane ha raccontato di essere stataaggredita mentre stava raggiungendo la stazione per prendere il trenoche l’avrebbe riportata a casa, nell’hinterland di Milano. L’aggressione sarebbe avvenuta poco dopo la mezzanotte e la giovane avrebbe chiamato i soccorsi non appena l’uomo si sarebbe allontanato. Nonostante lo shock e il dolore fisico e psicologico, la giovane è riuscita a fornire un identikit e a raccontare passo dopo passo la dinamica dell’aggressione.
Milano, il victim blaming sui social e l’ira della sindaca
Il caso ha assunto una piega inquietante dopo che diversi utenti social hanno commentato l’accaduto praticando quello che si definisce ilvictim blaming, ovvero modalità in cui si “incolpa” la vittima per comportamenti ritenuti erroneamente pericolosi. “Cosa ci faceva da sola a quell’ora in strada?“, “Ma non poteva farsi accompagnare?“, questo è il tenore delle riflessioni che hanno attirato l’attenzione della sindaca di San Zenone al Lambro,Arianna Tronchetti.
Quest’ultima ha preso le difese della vittima, definendo l’onda social un “fenomeno riprovevole” e chiarendo che in questo non si fa altro che rendere “le vittime delle aggressioni doppiamente vittime“. Per quanto riguarda la violenza, invece, la prima cittadina ha spiegato che la zona indicata dalla vittima è ampiamente illuminata e controllata da telecamere di sicurezza. “Però, ovvio,via del Bissone, che dalla Provinciale porta ai treni è una stradina di campagna, a quell’ora buia“, ha poi aggiunto. La sindaca ha comunque chiarito che il suo paese non era mai stato interessato prima da fenomeni simili.
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