Way Technological Systems

Messina, uccide ex mentre era ai domiciliari: il braccialetto elettronico sarebbe arrivato il giorno dopo

A Messina Daniela Zinnanti è stata uccisa dall’ex compagno, che si trovava ai domiciliari. L’uomo non aveva il braccialetto elettronico, non era disponibile e sarebbe arrivato domani

4 Min di lettura

Un altro femminicidio che solleva interrogativi sulle misure di protezione per le vittime di violenza domestica. A Messina, la cinquantenneDaniela Zinnanti è statabrutalmente uccisa dal suo ex compagnoSantino Bonfiglio,67 anni, che si trovava agli arresti domiciliari proprio per le violenze commesse contro di lei. Il dispositivo di controllo elettronico disposto dal giudice non era ancora stato applicato, secondo fonti investigative, il braccialetto sarebbe arrivato il giorno successivo all’omicidio.

L’omicidio è avvenuto nell’abitazione della vittima, nel quartiere Lombardo di Messina. La donna è stata colpita con circa quaranta coltellate al culmine di una violenta lite con l’ex compagno. Gli investigatori hanno poi recuperato l’arma del delitto, un coltello, vicino a un cassonetto poco distante dalla casa.

L’assassino era ai domiciliari

Bonfiglio era agli arresti domiciliari dal 15 febbraio dopo una grave aggressione ai danni della compagna.In quell’episodio la donna era stata ricoverata in ospedale con sette costole fratturate. Il giudice per le indagini preliminari aveva disposto anche l’applicazione del braccialetto elettronico, ma il dispositivo non era disponibile al momento della decisione. La misura cautelare non era stata vincolata alla presenza immediata dello strumento.

Secondo quanto trapelato dalle indagini, se il dispositivo fosse stato applicato, l’allarme sarebbe scattato quando l’uomo ha lasciato la propria abitazione violando i domiciliari. La storia tra Daniela e Santino era da tempo caratterizzata da episodi di violenza. In passato la donna aveva già denunciato l’uomo per maltrattamenti, ma una prima denuncia era stata successivamente ritirata. Dopo l’ultima aggressione aveva invece deciso di interrompere definitivamente il rapporto.

I familiari parlano di un femminicidio annunciato.Il fratello della vittima ha raccontato che la famiglia aveva più volte invitato Daniela ad allontanarsi dall’uomo, definito violento e ossessivo. Nonostante la separazione e le denunce, lui avrebbe continuato a cercarla.

La confessione

Dopo l’arresto, Bonfiglio ha confessato l’omicidio. Il suo legale, l’avvocato Oleg Traclo, ha dichiarato che l’uomo è apparso annichilito e scosso. Secondo la versione fornita dall’indagato, l’incontro con l’ex compagna sarebbe servito per chiarire la seconda denuncia presentata contro di lui, ma la discussione sarebbe degenerata fino all’aggressione mortale.

L’uomo ha inoltre sostenuto che le costole fratturate riportate dalla donna nel precedente episodio non sarebbero state causate da percosse ma da una caduta. La notizia dell’omicidio ha suscitato forte commozione.Alla Camera dei deputati è stato osservato un minuto di silenzio in memoria della vittima,su richiesta della deputata Sportiello.

Daniela Zinnanti lascia due figli avuti da una precedente relazione e una famiglia distrutta dal dolore. Il caso riapre il dibattito sulla carenza di braccialetti elettronici in Italia e sull’efficacia delle misure di protezione per le vittime di violenza domestica. Secondo gli inquirenti, se il dispositivo fosse stato disponibile e applicato subito, la violazione dei domiciliari sarebbe stata segnalata in tempo reale, consentendo forse un intervento delle forze dell’ordine.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
consorzio arcale

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.