Nuovo capitolo giudiziario legato alla rete familiare diMatteo Messina Denaro. La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto l’arresto diGiovanna e Bice Messina Denaro, sorelle del capomafia di Castelvetrano morto due anni fa.
Le due donne sono indagate per procuratainosservanza della penacon l’accusa diaver aiutato il fratellodurante la lunga latitanza che si è conclusa con l’arresto del boss nel gennaio 2023.
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L’accusa di mafia cade davanti al gip
In un primo momento la Procura aveva contestato alle due sorelle ilreato di associazione mafiosa,chiedendo per entrambe la custodia cautelare. Il giudice per le indagini preliminari ha però riqualificato l’accusa in procuratainosservanza della pena.
Pur riconoscendo la presenza digravi indizi di colpevolezza,il gip non ha disposto misure cautelari, ritenendo assenti le esigenze cautelari anche in considerazione della morte del capomafia. La Dda di Palermo ha impugnato la decisione davanti altribunale del Riesame.
Messina Denaro: una famiglia segnata dalle condanne per mafia
Il nome dei Messina Denaro continua a essere legato a numerose vicende giudiziarie. Attualmente è detenutaRosalia Messina Denaro, altra sorella del boss, condannata a 14 anni per associazione mafiosa.Patrizia Messina Denaroha invece già scontato una condanna a 14 anni e mezzo ed è stata scarcerata lo scorso luglio. Libero ancheSalvatore Messina Denaro, fratello maggiore del capomafia.
Restano invece detenuti diversi familiari acquisiti:Francesco Guttadauro, nipote del boss e figlio di Rosalia;Filippo Guttadauro, marito di Rosalia, sottoposto al cosiddetto “ergastolo bianco”; eGaspare Como,marito di Bice Messina Denaro, condannato in appello a 22 anni per mafia, in attesa del nuovo giudizio disposto dalla Cassazione per il ricalcolo della pena.
È morto in carcereRosario Allegra, marito di Giovanna Messina Denaro, mentreVincenzo Panicola, marito di Patrizia, ha già scontato la sua condanna a otto anni.
Perquisizioni nello studio dell’ex legale del boss
Nell’ambito delle indagini, la Dda di Palermo ha disposto anche unaperquisizione nell’abitazione e nello studio legale di un’avvocata di Campobello di Mazara, oggi deceduta, che in passato aveva assistito Matteo Messina Denaro.
Alla perquisizione ha partecipato anche il pmGianluca De Leo. Lo studio è attualmente gestito dal figlio della legale. Gli investigatori stanno cercando ulteriori elementi utili a ricostruire la rete di protezione che avrebbe sostenuto il boss durante la latitanza durata trent’anni.
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