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Mercosur, a Milano i trattori bloccano il traffico contro il trattato: di cosa si tratta

La Francia e gli altri Paesi che si oppongono, ovvero Polonia, Ungheria, Austria, temono infatti un effetto dumping a scapito dei produttori europei e scarse garanzie sulla sicurezza alimentare per i consumatori

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Forte protesta a Milano contro il trattato di libero scambio con il Mercosur. Diversi mezzi agricoli battenti bandiere tricolori si sono riversati in in piazza Duca d’Aosta, davanti alla sede del Consiglio regionale lombardo, scaricando anche balle di fieno e suonando i clacson. Momenti di puro caos che hanno ricordato come all’inizio del 2024 gli agricoltori abbiano protestato alla stessa maniera in tutta Europa contro il Green Deal europeo.

La mobilitazione è stata indetta da Coapi e Riscatto agricolo Lombardia e ha l’obiettivo di protestare contro la firma del Mercosur, ritenuto favorevole solo per la speculazione e punitivo invece per gli agricoltori, i cittadini europei e sudamericani. La manifestazione arriva a poche ore dal via libera arrivato dall’Unione europea sul trattato e si è verificata anche in Francia e in Belgio, proprio attorno a Bruxelles.

La firma dell’accordo vera e propria dovrebbe avvenire il prossimo 12 gennaio, ovvero quando la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, volerà in Paraguay. Secondo la procedura, infatti, è necessario ancora un passaggio al Parlamento europeo che potrebbe arrivare il 20 gennaio, nella prossima sessione plenaria di Strasburgo. Anche in questa occasione è già stata annunciata una nuova mobilitazione dei trattori, indetta stavolta dal sindacato francese.

Che cos’è il Mercosur

L’accordo Ue-Mercosur, ovvero l’unione commerciale di Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, è un negoziato che dovrebbe portare alla creazione della più vasta area di libero mercato al mondo. Nel caso in cui venisse approvato, prevederà l’annullamento dei dazi sul 91% degli scambi, così da facilitarli sia per l’Europa che per il Sudamerica.

I prodotti, comunque, per essere esportati dovranno rispettare gli standard igienici e di sicurezza Ue. Per quanto riguarda i prodotti sensibili, ovvero quelli tipici e maggiormente esportati da Paesi europei, sono previste quote limitate. Ad esempio, sarà possibile importare nell’Ue solo 99.000 tonnellate di manzo, ovvero l’1% del manzo consumato nei Paesi membri.

I dubbi di alcuni Paesi europei sul Mercosur

Non solo in Italia, infatti, esistono dubbi sull’accordo con il Mercosur. La Francia e gli altri Paesi che si oppongono, ovvero Polonia, Ungheria, Austria, temono infatti un effetto dumping a scapito dei produttori europei e scarse garanzie sulla sicurezza alimentare per i consumatori. In sostanza, la preoccupazione è che i prodotti proveniente dal Sud America vengano venduti a prezzi stracciati e possano quindi creare un problema di concorrenza con le aziende europee.

Ieri, il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato il voto contrario del suo Paese all’accordo. Il titolare dell’Eliseo aveva dichiarato che, anche nel caso in cui l’accordo fosse passato, la Francia avrebbe continuato a dimostrare la sua contrarietà. Oggi, anche il presidente Sebastien Lecornu è tornato sulla questione, in quanto il Rassemblement national di Marine Le Pen ha ha annunciato due mozioni di censura, lanciando un appello a costruire un’opposizione all’interno dei gruppi parlamentari europei per fermare l’accordo.

L’Italia invece ha dato voto favorevole, anche se nell’ultimo Consiglio europeo, a dicembre, aveva chiesto una maggiore riflessione su alcuni punti dell’accordo. Sembrerebbe, infatti, che sia stata superata la difficoltà indicata da Roma grazie all’innalzamento della soglia per la clausola di salvaguardia su alcuni prodotti sensibili dal 5% all’8%. Superata questa percentuale vi è una sospensione dell’accordo.

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