Continuano in maniera incessante le proteste relative all’inedito sistema di accesso alla facoltà di Medicina. Al termine del secondo appello del semestre filtro, tenutosi ieri, sono state confermate le effettive criticità denunciate e anticipate già in seguito alla prima tornata di prove dello scorso 20 novembre.
Sono state palpabili l’amarezza e lo scoraggiamento sui volti dei candidati all’uscita dalle aule: gli aspiranti studenti di Medicina hanno valutato “eccessivamente tecnici” i quesiti che sono stati loro proposti, stato d’animo che ha suscitato una percezione collettiva di inefficacia del nuovo modello, come se “non sia cambiato nulla” rispetto al precedente numero chiuso. La sezione che ha fatto infuriare maggiormente gli studenti è stata quella di Fisica, ritenuta dalla maggior parte impossibile da svolgere.
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Secondo appello di Medicina: le proteste sollevate e la proposta del Mur
L’accesso alla facoltà di Medicina attraverso il semestre filtro sembra essere sempre più percepito come una barriera piuttosto che come una possibilità di selezione più equa. L’80% degli aspiranti camici bianchi rischia di essere escluso già nella fase iniziale delle sezioni, per questo il Mur opta per intervento straordinario: l’ipotesi più concreta consisterebbe nell’inserimento in graduatoria di ciascun candidato, anche di coloro che non abbiano raggiunto la sufficienza – il 18 – in tutte e tre le prove.
L’ammissione sarebbe però subordinata al recupero dei crediti formativi mancanti. L’organizzazione della graduatoria vedrebbe una suddivisione per fasce: in alto gli studenti che hanno ottenuto tre sufficienze (davvero pochi), in seguito coloro che ne hanno raggiunte due, e via dicendo. L’assegnazione di una sede sarà ricevuta anche da chi non sarà riuscito a superare tutte le sezioni, con l’obbligo però di colmare i debiti formativi.
Molti candidati hanno inoltre presentato la richiesta di un terzo turno d’esame e al tempo stesso sui social sono state diffuse voci su presunte irregolarità: propagazione di messaggi WhatsApp con i quesiti, richieste di aiuti in tempo reale, picchi di ricerche su Google correlate alle domande avvenute durante la serata precedente. Per questa ragione, è stata organizzata dagli studenti una mobilitazione a Roma, nei pressi del Senato, al fine di rilanciare la protesta collettiva promossa dall’Udu (Unione degli Universitari) in seguito al primo appello e chiedere al governo un decisivo cambio di passo.
Test di Medicina 2024: i dati allarmanti dello scorso anno
La situazione allarmante viene evidenziata ancora meglio dai numeri ottenuti nel 2024: attraverso il vecchio sistema del numero chiuso, su 60.000 candidati circa 13.000 erano riusciti a superare il test, con una percentuale di idonei intorno al 21-22%. Quest’anno invece, nonostante l’ipotetica agevolazione dell’accesso più ampio fornito dal semestre filtro (circa 53.000 partecipanti), le percentuali del primo appello sono drasticamente crollate: solo il 12% idoneo in Fisica, il 19% in Chimica ed il 20% in Biologia.
Sono solo 6.000 gli studenti che sono riusciti a superare la prima tornata: si tratta di meno della metà in rapporto ai dati ottenuti quando il numero chiuso era ancora in vigore. Qualora questo secondo appello dovesse replicare nuovamente i medesimi esiti, si aprirebbe la strada ad un inevitabile paradosso: la riforma nata per estendere l’accesso rischia addirittura di generare un numero di idonei inferiori rispetto agli anni precedenti.
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