La diatriba tra Fabrizio Corona e Mediaset sembra ormai infinita. Adesso la società di Cologno Monzese annuncia una causa civile contro l’ex re dei paparazzi con lo scopo di chiedergli 160 milioni di euro. La denuncia non è mossa solo da Mediaset, ma anche dall’intero gruppo MFE (Mediaforeurope). Una maxi causa per placare l’ex re dei paparazzi che nell’ultimo periodo ha usato toni duri e “diffamatori” nei confronti dell’azienda e dei suoi conduttori di spicco.
A comunicare ciò è proprio Mediaset attraverso un comunicato stampa. Già nelle settimane precedenti aveva cercato di placare le affermazioni di Corona, rispondendo con toni duri, adesso la rete decide di usare “le maniere forti” appellandosi alla giustizia.
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Mediaset contro Corona e Falsissimo: “Violenza verbale inaudita”
Il comunicato Mediaset dice: “Quanto diffuso dal progetto Falsissimo e da Fabrizio Corona, attraverso una violenza verbale inaudita, costituisce un insieme di menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e del minimo rispetto per le persone, le loro famiglie e le realtà coinvolte”. Infatti in queste ultime puntate di Falsissimo Corona ha usato espressioni diffamanti anche nei confronti della sfera intima e privata di alcuni conduttori, ciò riguarda sia riferimento al fatto che possano avere di nascosto relazioni omossessuali, sia al fatto di favoreggiamenti tramite rapporti sessuali.
Mediaset comunica così che, insieme al gruppo MFE, decide di chiedere un risarcimento di 160 milioni di euro e aggiunge che “il Gruppo si riserva inoltre di agire verso chi, a vario titolo, incentiva, amplifica o diffonde consapevolmente tali contenuti”.
L’azienda chiarisce: “Non si tratta di gossip, né di pettegolezzo. Si tratta di un meccanismo organizzato e sistematico, nel quale la menzogna diventa uno strumento di lucro. Su questa campagna d’odio Corona monetizza migliaia di euro ogni settimana”.
Mediaset e MFE ci tengono a precisare che questo modus operandi può colpire tutti ma “con una differenza
sostanziale: mentre un grande gruppo come il nostro può permettersi strumenti di tutela adeguati, moltissime persone non hanno le risorse economiche necessarie per difendersi”.
In questa situazione così delicata il gruppo di Cologno tende una mano a chi non può difendersi e decide di donare tutti i proventi della causa alla creazione di un fondo per aiutare le vittime di stalking e di cyberbullismo: “Le persone, tutte le persone, devono potersi difendere sempre da questi crimini odiosi”.
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