Laseconda provascritta della Maturità 2026 per glistudenti del liceo musicale è finita al centro di una controversiache sta assumendo anche una dimensione politica. Dopo le segnalazioni di numerosi studenti, il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti al Ministero dell’Istruzione e del Merito riguardo alla partitura utilizzata durante l’esame.
La vicenda è emersa grazie alladenuncia di Matteo Di Massa, studente diciannovenne del liceo Manzoni di Latina,che ha evidenziato la presenza di circa venti errori nella partitura distribuita ai candidati. Secondo quanto riferito, il brano proposto, tratto da L’Ondine della compositrice francese Cécile Chaminade, presentava numerose difformità rispetto all’originale e persino rispetto alla versione audio in formato mp3 fornita agli studenti.
Leggi Anche
Gli errori riguardavano accordi, ottave e intere battute musicali.
Nonostante le anomalie segnalate,la responsabile del Servizio ispettivo del Ministero, Flaminia Giorda, ha dichiarato che tali difformità non avrebbero compromesso la validità della prova.Una posizione che non ha però placato le polemiche. A intervenire è stata Irene Manzi, responsabile nazionale Scuola del Partito Democratico e prima firmataria dell’interrogazione, sottoscritta anche dal deputato Nico Stumpo.
L’obiettivo dell’iniziativa è ottenere una ricostruzione dettagliata dei fatti e verificare se gli errori presenti nella partitura possano aver influito sul regolare svolgimento dell’esame.Manzi ha sottolineato la necessità di fare piena luce su una prova nazionale che ha coinvolto studenti provenienti da tutta Italia.Un ulteriore elemento di discussione riguarda il materiale attualmente pubblicato nell’archivio ufficiale delle tracce dell’esame di Stato.
Le possibili conseguenze
Secondo quanto emerso, il file disponibile oggi non corrisponderebbe a quello consegnato ai candidati durante la prova. Da qui larichiesta di chiarire quale sia stata l’origine della partitura utilizzata.Lo stesso studente che ha sollevato il caso sostiene che il documento potrebbe essere stato ricavato da una versione caricata da un utente amatoriale sulla piattaforma MuseScore. L’interrogazione parlamentare punta inoltre a conoscere gli esiti delle verifiche avviate dal Servizio ispettivo del Ministero e a individuare eventuali responsabilità nella selezione del materiale.
I deputatichiedono anche quali misure il ministro Giuseppe Valditara intenda adottare per garantire la tutela degli studenti che potrebbero aver subito conseguenze negativea causa delle incongruenze riscontrate. Nel frattempo, sui social network continuano a moltiplicarsi i messaggi di sostegno e le testimonianze di studenti e studentesse che si sono uniti alla protesta, chiedendo maggiore attenzione e rigore nella predisposizione delle prove d’esame. La vicenda riapre così il dibattito sull’affidabilità dei materiali utilizzati nelle prove nazionali e sull’importanza di assicurare condizioni eque per tutti i candidati.
© Riproduzione riservata













