Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi, ha aperto i lavori del Consiglio permanente in svolgimento a Roma dal 25 al 27 settembre. Migranti, guerra, femminicidi, lotta alla povertà sono solo alcuni dei temi centrali che il cardinal Zuppi ha richiamato all’attenzione dei presenti.
La Chiesa vuole essere segno concreto di unità e pace e l’introduzione del cardinal Zuppi, che si basa sui criteri portati avanti con forza dal Papa, riafferma l’impegno della Conferenza Episcopale nello sforzo di dare risposta ai problemi della società attuale: la questione migratoria, le guerre, i femminicidi, la violenza giovanile, la povertà, l’occupazione e la sicurezza sul luogo di lavoro, solo per citarne alcuni.
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Zuppi: la questione dei migranti
La questione dei migranti è uno dei temi ‘caldi’ del momento. La situazione in Italia è sempre più critica ed il cardinale lo definisce come ‘fenomeno epocale’. “L’errore è stato politicizzare il fenomeno migratorio, anche condizionati dal consenso e dalle paure. Si tratta di esseri umani prima di tutto; si tratta del futuro dell’Italia, in crisi demografica; si tratta di coinvolgere la popolazione in un fenomeno che crea scenari nuovi e non semplici. Richiede coraggio politico e responsabilità sociale” afferma. La questione dovrebbe quindi essere trattata a livello nazionale con maggiore rigore, anche attraverso la cooperazione di tutte le forze politiche.
Papa Francesco e l’intera istituzione ecclesiastica richiamano all’attenzione che “E’ necessaria una concertazione tra le forze politiche e sociali indispensabile per creare un sistema di accoglienza che sia tale, non opportunistico, non solo di sicurezza perché la vera sfida è governare un fenomeno di dimensioni epocali e renderlo un’opportunità così come esso è“.
La Chiesa in una società di guerra
Guerra e pace sono i punti cardine del discorso di Matteo Zuppi. In un mondo di scontri, Sua Eccellenza ha evidenziato l’importanza della fede e della Chiesa: “Non dobbiamo isolarci per proteggerci dal rischio di essere contaminati. C’è chi ne teorizza la necessità e soprattutto c’è chi lo pratica, con la convinzione di conservare così la verità altrimenti minacciata. Non siamo una minoranza residuale ma, come dissi ricordando la felice espressione di Papa Benedetto XVI, la Chiesa è chiamata a essere minoranza creativa“ afferma.
Non si può pensare, quindi, che la Chiesa resti isolata davanti alle problematiche che coinvolgono il mondo. L’Istituzione vive per il Vangelo e per gli altri come segno di unità e pace nelle città, nelle periferie, nell’Italia intera. La guerra – dal suo canto – corre inesorabile e l’unità sembra essere ancora un ‘sogno’ lontano. Dolore, vittime, bombardamenti: il male dello scontro – come quello ucraino – è visibile nei volti di quei fedeli che hanno visto la propria casa trasformarsi un una trincea.
Davanti a queste ingiustizie, il cardinale Zuppi si concentra sul bivio odierno: fraternità o indifferenza. Due strade che si intrecciano davanti alla condizione di quei rifugiati che dall’Ucraina sono costretti a lasciare il proprio Paese: “Mi auguro che l’anno prossimo questa accoglienza dei minori ucraini possa trovare un ulteriore e sempre più diffuso sviluppo, per garantire ai più piccoli, feriti intimamente dalla guerra, un periodo di protezione e gioia” continua.
Zuppi: la ‘guerra’ in casa
Si da per scontato che la guerra sia fatta solo di bombe, kalashnikov e, d’altro canto, che la pace sia fatta da una bandiera bianca data al vento. La realtà è un’altra: vicina a noi, talvolta dentro le nostre case. Il fenomeno dei femminicidi ne è un chiaro esempio. Il cardinal Zuppi afferma: “La strage delle donne continua spesso causata dalla ricerca di libertà da un rapporto violento e possessivo (38 sono morte per mano di compagni o ex partner). Sono 79 le donne assassinate dall’inizio dell’anno: 61 in ambito familiare-affettivo. C’è in gioco il rispetto verso le donne, ma ancora più in profondità il nostro modo di essere famiglia, di vivere in una trama di relazioni“.
Sono sempre di più i casi di violenza contro le donne e di giovani che compiono atti criminosi: tra risse, bullismo, atti vandalici, violenze sessuali, ma anche spaccio, furti e rapine. “L’educazione non è un’emergenza ma è la quotidianità della vita della Chiesa. Abbiamo un potenziale straordinario di gente che lavora per l’educazione da anni e in tante parti d’Italia. C’è qui un aspetto significativo della nostra vocazione, espressa non solo nelle istituzioni educative, ma in tutti gli ambiti della Chiesa e nel rapporto con i giovani” continua il presidente della Cei. Il cardinal Zuppi fa riferimento ai provvedimenti governativi che puntano ad una risoluzione di questo tipo di urgenze e la Chiesa deve dare il suo contributo: lo sguardo evangelico che vuole dare riflessione e punto di discussione sul tema.
Lotta alla povertà: le fatiche della società
Un’altra battaglia che si gioca in casa è quella della povertà. Secondo i dati Istat la situazione è sempre più precaria, che tocca quasi una persona su dieci. Alle famiglie gravano sulle spalle l’inflazione, il caro bollette, la crescita del carrello della spesa e i lavori senza alcuna garanzia. “Nel corso del tempo, molte comunità parrocchiali hanno messo a disposizione degli spazi cercando di stare a fianco a quanti non avevano più la possibilità un proprio alloggio. Questa disponibilità di accoglienza, nata come risposta momentanea a un’emergenza, con il solo impegno ecclesiale non è più sostenibile! Vanno sollecitati interventi pubblici per affrontare il problema” afferma Zuppi.
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