Il 26 maggio 2025 Martina Carbonaro, di 14 anni, ha perso la vita per mano del fidanzato, Alessio Tucci, di 19 anni. Questa mattina si è tenuta l’udienza ed è emerso che la giovane si confidava sempre più spesso con Chatgpt. All’intelligenza artificiale chiedeva come mai aveva paura a dare il suo telefono al suo ragazzo e soprattutto che scuse poter usare per far sì che lui non invadesse eccessivamente la sua privacy.
Ma di questo fatto la madre di Martina non ne sapeva niente, lo ha scoperto solo quando ormai era troppo tardi. Magari se sua figlia si fosse confidata con lei le cose sarebbero andate diversamente.
Martina Carbonaro uccisa, cos’è emerso dalle indagini
Sergio Pisani, legale della famiglia di Martina, ha sottolineato che queste dinamiche sono molto frequenti. Succede sempre più spesso che prima che venga commesso un omicidio o si è vittima di esso venga interrogata l’Ai. Quindi il legale: “Ritengo che le istituzioni debbano interrogarsi su questo aspetto. Credo sia necessario cominciare a pensare a una figura specifica, una sorta di tutor sentimentale, una persona specializzata e capace di fornire supporto ai giovanissimi che intraprendono la prima relazione sentimentale e nutre dei dubbi sul proprio rapporto”.
Poi ha aggiunto: “Questa figura dovrebbe anche essere in grado, di cogliere eventuali segnali di allarme, essere dotata di adeguata formazione tanto da poterla impiegare nelle scuole ma non solo, per prevenire criticità e impedire tragedie come quella di Martina Carbonaro”.
E sulle critiche che riguardano la storia della 12enne con un ragazzo più grande, il legale spiega che “la famiglia non era contenta che, a soli 12 anni, Martina avesse un fidanzato ma avevano abbassato la guardia proprio perché si trattava di un ragazzo che, sebbene fosse più grande di lei, era comunque di famiglia, essendo figlio di parenti alla larga. Hanno prevalso i rapporti familiari e non potevano mai immaginare che sarebbe stato in grado di compiere un gesto simile”.
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