Si è aperto tra urla, accuse e minacce il processo per l’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola il 25 maggio 2025. Nell’aula 115 del nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, il clima è esploso fin dai primi minuti dell’udienza che vede imputato l’ex fidanzato 19enne, accusato di omicidio volontario pluriaggravato.
In particolare, i parenti dell’imputato avrebbero rivolto minacce gravi ai genitori della vittima, culminate in frasi come “Ti taglio la testa”, accompagnate dal gesto inequivocabile simulato con la mano. L’imputato, Alessio Tucci, è apparso in lacrime, mentre le forze dell’ordine, Polizia di Stato e Carabinieri in numero consistente, sono intervenute per ristabilire l’ordine e sgomberare l’area protetta riservata ai familiari.
Leggi Anche
Martina Carbonaro fu uccisa a colpi di pietra e il suo corpo venne ritrovato il giorno successivo sotto un cumulo di scarti edili. Un delitto che ha scosso profondamente la comunità di Afragola e l’intera città di Napoli. Nel procedimento si sono costituiti parte civile il Comune di Afragola, la Fondazione Polis e Cam Telefono Azzurro.
Le accuse del padre di Martina Carbonaro: “Minacciato dopo aver perso mia figlia”
“Vogliono uccidere anche me, dopo avermi ucciso la figlia”, ha gridato tra le lacrime il padre di Martina all’uscita dall’aula. Infatti, l’uomo ha riferito di essere stato minacciato dal padre dell’imputato, presente nell’area riservata ai familiari della difesa.
“Il padre di Alessio Tucci mi ha minacciato, aveva gli occhiali come fosse il professore vesuviano”, ha dichiarato, evocando l’immagine del boss Raffaele Cutolo. Parole che si aggiungono al clima già incandescente registrato prima dell’inizio del processo, quando, secondo quanto riferito, le due famiglie si sarebbero scambiate ulteriori minacce.
“Era bella come il sole, me l’hanno uccisa”, ha urlato la madre di Martina in aula. Poi, fuori dal tribunale, ha aggiunto: “Mia figlia è in una tomba, lui potrà uscire dal carcere e godersi la vita”. Il legale della famiglia Carbonaro, l’avvocato Sergio Pisani, ha chiesto la presenza stabile di psicologi in aula per sostenere i genitori della vittima, sottolineando che “non è possibile che i riflettori si accendano su questa famiglia solo in occasione del processo”.
L’imputato in videoconferenza dalle prossime udienze
Alla luce delle tensioni registrate, il presidente della Corte di Assise ha disposto che Alessio Tucci partecipi alle prossime udienze in videoconferenza. Una misura volta a prevenire ulteriori tensioni e garantire il regolare svolgimento del dibattimento. La prossima udienza è fissata per il 26 giugno, quando saranno ascoltati quattro carabinieri. Un successivo appuntamento è previsto per il 14 luglio.
L’avvocato dell’imputato, Mario Mangazzo, ha ricondotto quanto accaduto a “acredini pregresse, minacce che si sono trasformate anche in denunce”. Resta ora da verificare se la scelta della videoconferenza contribuirà ad abbassare la tensione in un processo carico di dolore e rabbia sulla morte della giovane Martina Carbonaro.
© Riproduzione riservata













