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Mario Roggero dal carcere: “Spero che il Quirinale valuti il mio caso oltre le polemiche”

Dal carcere Roggero spera che “il presidente Mattarella prenda in esame la richiesta di grazia con umanità”. Intanto al senatore leghista, Giorgio Bergesio, racconta la vita in carcere e di essere preoccupato per la moglie e le figlie da sole in negozio

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Il presidente Mattarella prenda in esame la richiesta di grazia con molta attenzione e umanità, al di là della polemiche che hanno segnato la mia vicenda”. È questa la speranza di Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo, che esprime in un colloquio con La Stampa. Intanto anche il senatore leghistaGiorgio Bergesioè andato a fare visita al gioielliere nel carcere di Bollate. Durante l’incontro il 72enne ha raccontato al senatore la sua vita in carcere: “Dalle 8 alle 21 noi detenuti possiamo rimanere all’esterno delle celle e muoverci, ma sempre nel rispetto degli spazi consentiti”.

Roggero poi spiega di riuscire a “dialogare serenamente con le altre perone recluse” e ringrazia le persone che gli hanno manifestato vicinanza. A Bergesio il gioielliere ha riferito che vuole “continuare a essere sereno e fiducioso anche rispetto a quello che succederà nelle prossime settimane”. Anche se il negozio riaperto dalla moglie e dalle figlie fa preoccupare l’uomo per “la loro sicurezza, si sa che in questo momento io non sono lì e loro mandato avanti l’attività da sole”.

La questione della grazia per Mario Roggero

Il 17 luglio scorsoil gioielliere ha fatto il suo ingresso in carcere e in quel frangente ha colto l’occasione per lanciare un appello attraverso i microfoni dei cronisti: “Mi aspetterei la grazia. Questa mattina mia moglie ha depositato la domanda, chiedendo anche la sospensione temporanea della pena. Per ora non è arrivata nessuna risposta”, aveva dichiarato. Da subito era arrivato il sostegno della Lega, che tra le altre cose aveva anche annunciato una raccolta fondi con l’obiettivo di sostenerlo per il pagamento dei risarcimenti stabiliti dalla sentenza.

Il 22 luglioscorso invece è statarespinta dall’Ufficio di Sorveglianza di Torinol’istanza di differimentodella carcerazione del 72enne. Nelle motivazioni è stato spiegato che “questo tipo di istanze è funzionale per pene detentive brevi” che il differimento è “applicabile solo quando la pena non è ancora iniziata e non quando è già in corso”. Il rigetto comunque riguarderebbe solo la richiesta di un intervento cautelare immediato. Dunque restano aperti sia il procedimento davanti alla magistratura di sorveglianza che il procedimento relativo alla domanda di grazia.

Dopo che l’Ufficio di Sorveglianza di Torino aveva respinto l’istanza di differimento si era aperto unconflitto di competenza tra gli uffici di Milano e Torino. Il magistrato del capoluogo lombardo ha poi ritenuto competenti i giudici di Torino, rimettendo gli atti alla Cassazione per la risoluzione del conflitto. Il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha fissato per il 9 settembre l’udienza sulla richiesta di differimento nelle forme della detenzione domiciliare e il differimento facoltativo della decisone sull’istanza di grazia.

Milano, corteo per Roggero ma si presenta solo l’organizzatrice

Erano attese almeno 150 persone, e le forze dell’ordine erano in posizione per il corteo a favore di Mario Roggero. Sui social l’organizzatrice aveva annunciato l’evento come “manifestazione nazionale”. Ma alla finesi è presentata solo lei, Stefania Caiafa, con un cartellone con su scritto: “Libertà per Mario Roggero”. La donna poi aveva dichiarato: “Sono qua come cittadina, io ci metto la faccia perché la gente ha paura di andare a lavorare”.

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