Maria Rosaria Boccia si avvicina a un possibile processo nell’ambito dell’inchiesta sulla sua tesi di laurea. Infatti, la Procura di Napoli ha notificato la chiusura delle indagini preliminari nei confronti dell’imprenditrice di Pompei, contestando le ipotesi di reato di falso e plagio. La notizia, come riporta anche La Repubblica, rappresenta un nuovo capitolo giudiziario per una figura già al centro dell’attenzione pubblica dopo il caso che coinvolse l’ex ministro della CulturaGennaro Sangiuliano.
L’indagine nasce da una denuncia presentata dall’Università Telematica Pegaso, presso la quale Maria Rosaria Boccia ha conseguito nel 2023 la laurea in Economia dopo un percorso accademico iniziato in precedenza all’Università Parthenope. Secondo quanto emerge dagli accertamenti svolti dagli investigatori della Guardia di Finanza e coordinati dai magistrati della Procura partenopea, il lavoro accademico presentato dall’imprenditrice conterrebbe ampie parti riprodotte da elaborati già esistenti.
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Le contestazioni della Procura
Al centro delle verifiche ci sarebbe una presunta sovrapposizione notevole tra la tesi di Maria Rosaria Boccia e altri lavori universitari. Gli inquirenti ritengono che l’elaborato presenti il 91% di contenuti già pubblicati, con una parte consistente che deriverebbe da una tesi discussa nel 2019 da una studentessa della Luiss di Roma, ignara della vicenda. Le contestazioni riguarderebbero non soltanto il testo, ma anche altri elementi dell’elaborato, compreso il titolo.
La chiusura delle indagini non equivale a una condanna né all’apertura automatica del processo. In questa fase la difesa potrà presentare memorie, chiedere ulteriori approfondimenti investigativi oppure domandare di essere ascoltata dai magistrati. Solo successivamente laProcuravaluterà se avanzare la richiesta di rinvio a giudizio davanti al giudice competente.
La replica di Maria Rosaria Boccia e il ruolo dell’ateneo
Attraverso i propri legali, gli avvocati Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi, Maria Rosaria Boccia ha dichiarato di non aver ancora ricevuto formalmente la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini. Inoltre, l’imprenditrice sostiene che sulla sua persona si sia concentrata un’attenzione sproporzionata, mentre altre vicende giudiziarie nelle quali figura come parte offesa riceverebbero, a suo dire, minore considerazione. La difesa continua, dunque, a contestare l’impostazione accusatoria e si prepara alle prossime fasi del procedimento.
Contemporaneamente, fonti vicine all’Università Pegaso hanno ribadito che l’inchiesta è nata nell’ambito di un percorso interno di verifica e controllo finalizzato a rafforzare gli standard di qualità e trasparenza dell’ateneo. L’università si considera parte lesa nella vicenda e ha annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile qualora si arrivi al processo. Lo stesso ateneo ha segnalato alle autorità ulteriori episodi riguardanti presunti accessi abusivi alla piattaforma informatica e comportamenti attribuiti a ex dipendenti, nell’ambito di un più ampio controllo interno avviato negli ultimi anni.
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