Una bufera ha coinvolto lo scrittoreMichele Maridopo leparole rivolte aMichela Murgia, a pochi giorni dalla nuova edizione delPremio Stregae a quasi tre anni dalla scomparsa della scrittrice. Commenti e valutazioni restano per ora confinati agli ambienti letterari, mentre gli scrittori della sestina finalista, interpellati sul caso, hanno preferito non esporsi.
L’unica voce arrivata pubblicamente è quella diBianca Pitzorno, in gara conLa sonnambula(Bompiani), che però non era presente al momento dell’accaduto. Il clima resta quindi sospeso, in attesa delle eventuali decisioni dellaFondazione Maria e Goffredo Bellonci, che organizza il Premio Strega, presieduta daGiovanni Soliminee diretta daStefano Petrocchi.
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Lo scontro sul pulmino verso Bisceglie
L’episodio al centro della polemica sarebbe avvenutogiovedì 18 giugno, durante il viaggio in pulmino verso Bisceglie, una delle tappe del tour dei finalisti in giro per l’Italia. Secondo le ricostruzioni, sarebbe nato un confronto tra Michele Mari, primo nella sestina conI convitati di pietra(Einaudi), eTeresa Ciabatti,finalista conDonnaregina(Mondadori).
La discussione sarebbe partita dopo che Ciabatti avrebbe ascoltato Mari, durante una conversazione conElena Rui, parlare di Michela Murgia definendola “intransigente e violenta” e collegando questi aspetti anche al suoaspetto fisico. Parole che avrebbero provocato la reazione immediata di Ciabatti, grande amica di Murgia e tra le persone che le sono state vicine fino alla fine.
“Le tue considerazioni sono inaccettabili e mi fanno molto male“, avrebbe detto la scrittrice durante il confronto. Sul mezzo erano presenti anche altri finalisti, tra cuiMatteo Nucci,oltre a una hostess del Premio e all’autista. Le testimonianze raccolte avrebbero confermato l’accaduto, facendo rapidamente circolare la vicenda negli ambienti culturali.
La replica di Mari e il nodo dei provvedimenti
Dopo il clamore mediatico, Michele Mari ha diffuso unanotaattraverso la propria casa editrice, sostenendo di non aver mai fatto riferimento all’aspetto fisico di Michela Murgia e spiegando di aver semplicementerievocato un episodio passato di incomprensione personale.
Lo scrittore avrebbe inoltre già inviato un messaggio chiarificatore a Teresa Ciabatti. Una risposta però giudicata da alcuniinsufficiente: in molti si sarebbero aspettati parole più nette, una presa di posizione più ampia o persino un passo indietro dalla competizione.
La Fondazione Bellonci ha ribadito che “ogniespressione denigratoria e ogni giudizio lesivodella dignità delle persone” sono incompatibili con lo spirito del Premio Strega.
Possibile esclusione dalla gara?
Ora si aprono diversi scenari. Mari potrebbe riconoscere le proprie parole e presentare dellescuse pubbliche, mantenendo così la candidatura. In caso contrario, la Fondazione starebbe valutando possibili interventi, compresa l‘ipotesi dell’esclusione dal premio.
Sarebbe un precedente senza precedenti nella storia dello Strega: nel 1968Pier Paolo Pasolinisi ritirò dalla competizione ma fu una scelta personale. Resta inoltre da chiarire se un eventualeprovvedimentopotrebbe riguardare lo scrittore o direttamente il libro, visto che il regolamento potrebbe non consentire l’esclusione dell’opera.
Qualunque sarà la decisione finale, appare evidente che questa edizione del Premio Strega arriva alla fase conclusiva con un clima molto diverso da quello di una semplice celebrazione letteraria.
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