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Marco Ferdico, ex capo ultras dell’inter, tra i 54 arrestati nell’operazione contro la ’ndrangheta

L’ex capo ultras dell’Inter coinvolto nell’inchiesta della Dda di Catanzaro: accuse di associazione mafiosa e traffico di droga

3 Min di lettura

C’è anche Marco Ferdico tra i 54 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip diCatanzarosu richiesta della Direzione distrettuale antimafia. L’ex capo della Curva Nord dell’Inter, già condannato con rito abbreviato nell’ambito dell’inchiesta “Doppia Curva” e attualmente a processo a Milano per l’omicidio di Vittorio Boiocchi, è accusato di associazione di stampo mafioso e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti

Quarantenne, residente a Carugate, Marco Ferdico è difeso dall’avvocato Mirko Perlino. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Polizia di Stato, il suo nome compare nell’ambito delle attività riconducibili alla cosiddetta “Locale dell’Ariola” e in particolare, alla ’ndrina facente capo alle famiglie Emanuele Ida di Gerocarne, nel Vibonese. Il gruppo sarebbe stato attivo nei comuni del comprensorio delle Serre vibonesi.

Il traffico di droga e il coinvolgimento di Marco Ferdico

L’inchiesta ricostruisce un vasto traffico di stupefacenti con proiezioni operative non solo in Calabria ma anche in Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia. Proprio in questo contesto investigativo sarebbe emerso nuovamente il coinvolgimento di Marco Ferdico, già noto alle cronache giudiziarie milanesi. Gli inquirenti parlano di una rete strutturata, capace di pianificare e gestire ingenti quantitativi di droga attraverso sistemi di comunicazione criptati.

Gli indagati avrebbero utilizzato smartphone di ultima generazione dotati di elevati standard di cifratura per coordinare le attività illecite e ridurre il rischio di intercettazioni. Tra le operazioni documentate figura la compravendita di circa566 kg di marijuana e cocaina. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati oltre 410 kg di marijuana1,5 kg di cocaina343 grammi di hashish e 29 grammi di eroina.

Le armi da guerra e la custodia cautelare 

Oltre al traffico di droga, l’organizzazione avrebbe avuto la disponibilità di un arsenale composto anche da armi da guerra. I sequestri eseguiti dagli investigatori comprendono quattro pistole semiautomatiche, tre revolver, un fucile doppietta, un fucile semiautomatico e una pistola mitragliatrice con matricola punzonata. Un elemento che, secondo l’accusa, confermerebbe la pericolosità e la capacità intimidatoria del gruppo.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip distrettuale Arianna Roccia, coinvolge numerosi soggetti ritenuti parte integrante del clan attivo nelle Serre vibonesi. La posizione di Marco Ferdico sarà ora valutata nelle sedi giudiziarie competenti, mentre proseguono le indagini sulle ramificazioni dell’organizzazione.

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