In seguito allasentenzapronunciata dalla Corte d’Assise di Rimini, è intervenuta Manuela Bianchi, nuora della vittima e figura centrale dell’intera vicenda processuale, che ha commentato la decisione dei giudici sottolineando di aver sempre collaborato con la magistratura.
“La mia coscienza è totalmente serena perché ho sempre detto la verità”, ha dichiarato Manuela Bianchi dopo essere stata informata dell’esito del processo dal consulente Davide Barzan. La donna ha affermato di prendere atto “con rispetto” della decisione della Corte, ribadendo di aver sempre raccontato i fatti con sincerità e di non essersi mai sottratta alle proprie responsabilità, nonostante le difficoltà e il dolore vissuti in questi anni.
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Il ruolo di Manuela Bianchi nell’inchiesta
La figura di Manuela Bianchi è stata determinante durante le indagini sull’omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto il 3 ottobre 2023. La donna non è stata soltanto la persona che aveva intrattenuto una relazione extraconiugale con Louis Dassilva, ma anche la testimone le cui dichiarazioni hanno rappresentato uno degli elementi principali dell’accusa nei confronti dell’uomo.
Finita a sua volta sotto indagine per favoreggiamento circa un anno dopo il delitto, Bianchi ha riferito agli investigatori e successivamente al giudice, durante l’incidente probatorio, di aver incontrato Dassilva la mattina del ritrovamento del cadavere. Secondo il suo racconto, l’uomo le avrebbe suggerito come comportarsi con gli inquirenti e come nascondere la loro relazione. La sera dell’omicidio, tuttavia, la stessa Bianchi si trovava in casa con il fratello Loris e con la figlia e secondo gli investigatori disponeva di un alibi ritenuto solido e verificabile.
La Procura prepara l’appello contro l’assoluzione di Dassilva
Nonostante l’assoluzione, la vicenda giudiziaria non è ancora destinata a chiudersi. Infatti, laProcura di Riminiha annunciato che presenterà appello contro la sentenza una volta depositate le motivazioni, attese entro novanta giorni. La Corte d’Assise ha assolto Dassilva ai sensi dell’articolo 530, comma 2, del Codice di procedura penale, formula che richiama la mancanza o l’insufficienza di prove per affermarne la colpevolezza.
“Finalmente riusciamo a dare dignità a Dassilva”, queste le parole dell’avvocato, Riario Fabbri, che ha parlato di una giornata fondamentale per il suo assistito, sottolineando come la decisione dei giudici abbia riconosciuto la tesi sostenuta sin dall’inizio dell’inchiesta. Intanto, la difesa di Manuela Bianchi e Loris Bianchi ha evidenziato come il futuro giudizio di secondo grado possa rappresentare l’occasione per un ulteriore approfondimento degli accertamenti tecnici e scientifici acquisiti nel corso del processo.
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