Aveva la patente sospesa la vittima dell’incidente consumatosi tragicamente questa mattina intorno alle 7 sulla Sr464 a Maniago, in provincia di Pordenone dove una macchina si è violentemente scontrata frontalmente con una corriera. Un dettaglio, quello della licenza di guida sospesa, non indifferente. Una sospensione che, da quanto appreso dall’Ansa da fonti investigative, sarebbe avvenuta dopo aver violato l’articolo 148 per sorpasso pericoloso. E proprio all’origine dell’immane dramma, ci sarebbe esattamente un sorpasso azzardato.
Dalle ricostruzioni ipotizzate, infatti, sembra che la vittima, uomo di 43 anni di Vajont, avesse iniziato la manovra di sorpasso di un trattore con rimorchio ma quando si è trovato di fronte la corriera ha compreso che non sarebbe riuscito a rientrare in tempo in corsia. Così, la decisione di rinunciare al sorpasso ma non sarebbe riuscito a evitare la collisione.
Leggi Anche
Il contachilometri della sua auto è rimasto bloccato a 110 chilometri orari: l’impatto è stato devastante tanto da provocare la sua stessa morte. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco e la strada è stata chiusa a monte e valle e il traffico deviato. Le operazioni di soccorso hanno richiesto più tempo del previsto perché l’autista dell’autobus era rimasto incastrato tra le lamiere.
Quanto agli studenti a bordo della corriera, sembra si trovino in buone condizioni, e sono stati trasportati all’ospedale di Pordenone in codice verde. Alcuni di loro sarebbe ancora sotto choc per l’incidente. L’autista, di 59 anni, invece, nonostante sia sempre rimasto vigile e cosciente, si troverebbe in condizioni più serie. I caschi gialli sono riusciti ad estrarlo solo dopo più di un’ora dopo al lavoro dall’interno e dall’esterno dell’autobus, utilizzando contemporaneamente più attrezzi per tagliare le lamiere. Ora, alla luce dei nuovi aggiornamenti sulla dinamica, il lavoro degli inquirenti sarà ovviamente ricostruire per intero la vicenda e comprendere effettivamente come sia avvenuto il fatale schianto.
© Riproduzione riservata


