In soli tre mesi l’Italia è stata colpita da un’ondata di maltempo senza precedenti.Le conseguenze sono state numerose e devastanti, soprattutto nel Centro e nel Sud della penisola. Difficili da dimenticare: ilciclone Harry,lafrana in Molisedella scorsa settimana e quella diNiscemidel 25 gennaio. Proprio su quest’ultima, il procuratore di GelaSalvatore Vellaha reso nota una svolta nelle indagini.
Dopo l’apertura di un fascicolo perdisastro colposo e danneggiamento seguito da frana, tredici persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Tra queste figurano ipresidenti della Regione Siciliain carica dal 2010 al 2026:Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani.
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Gli eventi per maltempo: Niscemi, Petaccio e il ciclone Harry
La frana diNiscemiè stata un enorme smottamento che ha trascinato a valle case e mezzi. Una frattura profonda nel terreno ha lasciato decine di immobili sospesi nel vuoto. Dopo il disastro, gli sfollati sono stati circa 1500 ma, secondo molti osservatori, si trattava di unevento prevedibile e forse evitabile.
Ugualmente prevedibile, secondo diversi analisti, anche lafrana di Petaccio. Un fenomeno storico e ciclico, riattivato dalle piogge intense dei giorni precedenti, che ha spezzato collegamenti cruciali arrivando quasi a isolare laPuglia.
Non solo frane, ma anche eventi estremi come ilciclone Harryche, tra il 19 e il 21 gennaio 2026, ha colpito duramenteSicilia, Calabria e Sardegnacon venti oltre i 150 km/h e mareggiate eccezionali, con onde fino a 17 metri.
Fondi per emergenze “evitabili”?
Secondo il rapportoAnce-Cresmesullo stato di rischio del territorio italiano, per affrontare le emergenze derivanti da questi eventi sono già stati previsti oltre1 miliardo e 200 milioni di euro:una cifra che supera i 933 milioni stanziati con la Legge di bilancio per tutte le emergenze del 2026. E questo in appena tre mesi.
Secondo molti studiosi, tuttavia, questi eventi, in particolare le due frane, non sarebbero anomalie, ma ilrisultato di uno schema che si ripete con una regolarità tutt’altro che casuale.Le frane avvengono dove sono già avvenute, gli allagamenti dove l’Italia si è già allagata.
Parlare di “eventi imprevedibili”, quando infrastrutture e insediamenti continuano a occupare aree notoriamente instabili, rischia così di apparire sempre più insostenibile.
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