Sono entrate nel vivo le complesse operazioni di recupero deiquattro corpi dei sub italianideceduti durante un’immersione alle Maldive lo scorso 14 maggio. E così come da piano operativo, l’operazione odierna ha segnato il passaggio dallafase di localizzazionea quella, estremamente delicata, del recupero in profondità, fortunatamente riuscita. Infatti, da quanto appreso dai media locali,sono stati recuperati i primi due corpidei quattro sommozzatori deceduti e individuati nella grotta di Dhekunu Kandu, nell’atollo di Vaavu: sono quelli della professoressaMonica Montefalconee del biologoFederico Gualtieri.
“La missione ora si sposta alla fase successiva: ieri i sub sono stati in grado di localizzare i quattro corpi e oggi iniziamo il recupero”, ha dichiarato il portavoce del governo maldiviano,Mohammed Hussain Sharif, intervenendo aRainews24. Il piano operativo, quindi, prevede il recupero di due corpi nella giornata odierna, mentre per gli ultimi due si ipotizza un intervento domani. I corpi erano stati localizzati insieme nel terzo settore della grotta, un’area particolarmente profonda e complessa da raggiungere. Le autorità locali hanno predisposto un dispositivo congiunto che coinvolge sub finlandesi, Guardia Costiera e polizia maldiviana, in un’azione coordinata per riportare le vittime in superficie.
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L’operazione complessa nella grotta delle Maldive
Le operazioni si svolgono in un contesto ambientale estremamente impegnativo. Infatti, la grotta presenta un ingresso tra i 55 e i 60 metri di profondità e si sviluppa ulteriormente verso il basso, con cunicoli stretti, passaggi ostruiti e condizioni di scarsa visibilità. A intervenire alle Maldive sono anche gli esperti di Dan Europe, fondazione internazionale specializzata in medicina e sicurezza subacquea, che operano direttamente all’interno della cavità.
Secondo quanto spiegato dal portavoce del governo, i corpi verranno dapprima trasportati dai sub specializzati fino a una quota intermedia di circa 30 metri, per poi essere presi in carico dai sommozzatori della Guardia Costiera che li condurranno fino ai 7 metri. Solo dopo questa fase intermedia si procederà all’emersione completa. Laura Marroni, vicepresidente e CEO di Dan Europe, ha definito l’intervento “un’immersione complessa”, sottolineando che in ambienti ostruiti e bui “le operazioni diventano particolarmente difficili” e che “la sicurezza è la priorità numero uno”.
L’inchiesta sulle autorizzazioni
Contemporaneamente, alle operazioni di recupero, le autorità delle Maldive hanno avviato un’inchiesta per accertare eventuali irregolarità nelle autorizzazioni. “Per quanto riguarda l’inchiesta, quello che si è cercato di verificare sono stati i permessi: forse non c’erano tutti i permessi validi”, ha dichiarato ancora Sharif. Per questo motivo, alle imbarcazioni coinvolte è stato chiesto di sospendere temporaneamente le attività, così da consentire lo svolgimento degli accertamenti.
Al momento, quindi, da un lato c’è il delicato lavoro dei soccorsi impegnati in un’operazione tecnicamente delicatissima, dall’altro quello investigativo che punta a chiarire eventuali responsabilità e dinamiche organizzative. I prossimi giorni saranno decisivi sia per il completamento del recupero dei corpi nella grotta alle Maldive, sia per fare luce su tutti gli aspetti legati all’immersione.
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