A quasi due settimane dalla tragedia avvenuta alle Maldive, Carlo Sommacal rompe il silenzio e racconta il dolore per la perdita della moglie Monica Montefalcone e della figlia Giorgia, scomparse il 14 maggio durante un’immersione in una grotta. In un’intervista rilasciata a La Repubblica, il vedovo della docente universitaria ha ripercorso i giorni difficili seguiti alla tragedia, tra il ritorno delle salme, i preparativi per l’ultimo saluto e il sostegno ricevuto da amici, colleghi e studenti.
Sommacal ha descritto il vuoto lasciato dalle due donne nella sua vita e in quella del figlio Matteo. “Siamo stanchissimi, ma cerchiamo di farci forza”, ha spiegato. Un dolore che si intreccia con i ricordi di una famiglia molto unita e con la consapevolezza di aver condiviso 26 anni con una persona che definisce “eccezionale”. Le immagini di Monica e Giorgia continuano ad accompagnare le sue giornate, mentre restano ancora domande che faticano a trovare una risposta.
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Il sostegno degli studenti e le polemiche con l’università dopo la tragedia alle Maldive
Tra gli aspetti che hanno maggiormente colpito il marito della professoressa c’è la mobilitazione degli studentidell’Università di Genova. Dopo alcune polemiche sorte nei giorni successivi alla tragedia, i giovani di Montefalcone si sono schierati apertamente in sua difesa, manifestando pubblicamente il loro affetto e il riconoscimento per il lavoro svolto negli anni.
Secondo Sommacal, quel sostegno spontaneo rappresenta una delle testimonianze più autentiche dell’eredità lasciata dalla professoressa. Pur evitando di alimentare ulteriori controversie, l’uomo ha ammesso di essere rimasto sorpreso dall’assenza di un contatto diretto da parte del rettore dell’ateneo dopo il drammatico evento alle Maldive. Al contrario, ha ricevuto messaggi di vicinanza da colleghi, collaboratori e ricercatori provenienti da numerosi Paesi, segno della stima costruita da Monica Montefalcone nel corso della sua carriera.
Il ricordo di Monica e il desiderio di tornare al mare
Nel racconto di Sommacal emerge il ritratto di una docente appassionata, sempre disponibile verso gli studenti e profondamente legata al proprio lavoro. Una donna che dedicava gran parte delle sue giornate all’insegnamento, alla ricerca e al supporto dei giovani ricercatori. Lo stesso spirito animava anche Giorgia, studentessa di Ingegneria Biomedica, ricordata da chi la conosceva come una ragazza brillante, generosa e determinata.
Dopo la tragedia alle Maldive, la famiglia si prepara ai funerali e ad un ultimo gesto simbolico che Monica aveva espresso chiaramente in passato. Infatti, la docente aveva confidato al marito il desiderio che le sue ceneri venissero disperse a Capo Mannu, in Sardegna, luogo del cuore della famiglia. Un angolo di mare legato a ricordi semplici ma preziosi come i tramonti, le passeggiate e serate trascorse insieme. “Per lei quella semplicità era il paradiso”, ha concluso Sommacal.
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