Maldive, via alle ricerche dei quattro dispersi: al vaglio la dinamica e permessi dell’immersione

Oggi alle Maldive un team di speleosub esperti avvia le immersioni nell’atollo di Vaavu per le ricerche dei corpi. Intanto gli investigatori approfondiscono permessi e modalità dell’esplorazione finita in tragedia: Gianluca Benedetti e Giorgia Sommacal non potevano effettuare l'immersione

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Proseguono le indagini per ricostruire la dinamica della tragedia che in questi giorni ha scosso l’Italia. Cinque connazionali sarebbero morti durante un’immersione esplorativain alcune grotte sommerse a circa 50 metri di profondità nell’atollo di Vaavu, alleMaldive. Le vittime sonoGianluca Benedetti, Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri.

L’unico corpo recuperato nei giorni scorsi è stato quello del padovano Benedetti. Nella giornata di oggi sono riprese leoperazioni subacqueeper tentare di ritrovare gli altri quattro dispersi.

Il team di ricerca nelle acque di Alimathà

A occuparsi delle ricerche nelle acque di Alimathà è unteam di subacquei di Dan Europecomposto da tre esperti speleosub finlandesi:Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist.

Dopo un briefing operativo previsto alle 9 ora locale, alle 11 il gruppo ha raggiunto in barca il sito dell’immersione, dando poi il via alle operazionidiving. Le condizioni meteo sarebbero favorevoli, anche se resta fondamentale verificare la situazione direttamente sott’acqua.

Gli speleosub opereranno utilizzandorebreather, sistemi di respirazione subacquea a circuito chiuso,miscele Trimix(composte da azoto, elio e ossigeno) adatte alle grandi profondità, oltre ascooter subacqueiper facilitare gli spostamenti nelle grotte sommerse.

I permessi e i dubbi sull’immersione

Parallelamente alle ricerche, continuano anche gliaccertamentisulle autorizzazioni e sulle modalità dell’immersione.Mohamed Hussain Shareef, portavoce del presidente delle MaldiveMohamed Muizzu,ha riferito alCorriere della Serache, tra i cinque italiani coinvolti,solo tre risultavano in possesso di un permesso di ricerca marina.

I nomi che non comparirebbero nella documentazione sarebbero quelli diGianluca Benedetti e di Giorgia Sommacal, figlia della professoressa Montefalcone. Il permesso, secondo quanto riferito dal portavoce, era valido dal3 al 17 maggioe autorizzava attività di ricerca in sei diversi atolli, compreso quello di Vaavu. Nel documento risultavano indicati sia l’imbarcazione utilizzata, laDuke of York,sia le attrezzature previste per le immersioni, anche se non è ancora chiaro quali siano state effettivamente impiegate.

Il team poteva effettuare immersioni tra0 e 50 metri di profondità, poiché la normativa maldiviana consente ai ricercatori di superare il limite ordinario dei 30 metri. Restano però da chiarire la profondità realmente raggiunta dal gruppo e le ragioni dell’esplorazione in grotta.

L’ingresso della grotta è a 47 metri”, ha spiegato Shareef, aggiungendo che nella proposta di ricerca “non veniva fatta menzione di immersioni in grotta”. Nel progetto sarebbero stati indicati gli atolli interessati, ma non i singoli siti d’immersione.

Il legame tra Italia e Maldive

Alla domanda sull’eventuale esistenza diproblematiche legalilegate alla spedizione, il portavoce ha escluso criticità particolari: “No, ma è un peccato. Per quanto ci riguarda,non ci sono problemi legaliperché hanno già effettuato numerose immersioni alle Maldive”.

Il team dell’Università di Genova in cui insegnava Monica Montefalcone conduce infatti attività di ricerca annuali nel Paese da almenoquattro anni. In questa occasione, il progetto presentato riguardava “i coralli molli e la composizione dei sistemi di barriera delle Maldive” ed era stato approvato dal Dipartimento di ricerca marina locale. “Avevano i permessi necessari”, ha ribadito Shareef.

Il portavoce ha infine sottolineato il forte legame tra Maldive e Italia: “Anche per noi è stato un colpo durissimo. Con l’Italia abbiamo un legame speciale ela professoressa era una persona molto speciale,perché ha dedicato tanti anni della sua vita professionale alla ricerca in questo Paese”.

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