Maldive, il marito di Monica Montefalcone: “Basta con le congetture su di lei”

Sospese le licenze agli armatori del “Duke of York”. Carlo Sommacal rompe il silenzio e difende la moglie: “Era lì per una crociera scientifica, non turistica”

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Sono distrutto, stanco, non mangio e non dormo da quel maledetto giovedì”. Queste le parole di Carlo Sommacalmarito di Monica Montefalcone e padre di Giorgia, disperse duranteun’immersione alle Maldive. In un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera spiega di non trovarsi nella casa di Pegli, ma si è trasferito temporaneamente nell’abitazione del fratello, scomparso due anni fa, per occuparsi di una perdita d’acqua. “Avevo bisogno di fare qualcosa”, racconta, ma alcune notizie lo hanno fatto esplodere: “Mi sono stufato di sentire congetture su mia moglie. Basta, davvero”.

Intanto, le autorità delle Maldive hanno aperto un’indagine per accertare se ci sia stato il superamento del limite di sicurezza dei -30 metri, sospendendo la licenza agli armatori dell’imbarcazione “Duke of York”. Sommacal, però, respinge con forza ogni ipotesi di imprudenza: «Monica era una subacquea meticolosa, con tutti i brevetti. Mai avrebbe messo a rischio la sua vita o quella dei collaboratori, men che meno quella di nostra figlia».

Una professionista rigorosa, non un’imprudente

Nel racconto del marito emerge il profilo di una professionista esperta, collezionava oltre cinquemila immersioni, una carriera iniziata a soli 16 anni, con un approccio rigoroso alla sicurezza. “Chi si immergeva con lei doveva essere preparato. A me stesso aveva vietato alcune immersioni perché non ero all’altezza”, sottolinea il marito. Per questo è ferito dalle insinuazioni: “Sentire che possa aver messo qualcuno in pericolo è devastante”.

Carlo invita ad essere cauti anche sulle possibili cause dell’incidente. “Non voglio accusare nessuno. Qualcosa là sotto è successo, magari un malore, magari un problema alle bombole. Saranno gli inquirenti a dirlo”. In particolare, su un punto è certo: “Se qualcuno fosse stato in difficoltà, Monica avrebbe fatto di tutto per salvarlo. Fino all’estrema conseguenza. C’era un’alleanza forte tra loro”.

Non era turismo alle Maldive, ma ricerca scientifica

Un altro aspetto che il marito tiene a chiarire riguarda la natura della spedizione alle Maldive. “Non era una crociera turistica. Era una crociera scientifica”, evidenzia. Il gruppo stava studiando coralli, reef e cambiamento climatico. “C’era chi lavorava a cinque metri, chi a dieci, chi faceva snorkeling. Scattavano foto, giravano video, raccoglievano dati”. Proprio dalle videocamere che avevano con sè, come spiega Sommacal, potrebbe arrivare la chiave per comprendere effettivamente l’accaduto: “Spero che vengano ritrovati i corpi e le attrezzature. Da quelle immagini si potrebbe capire la verità”.

L’uomo racconta anche dell’ultima videochiamata fatta: “Ci sentivamo quattro o cinque volte al giorno. L’ultima per dirle che nostro figlio Matteo stava bene, come i nostri tre gatti”. Da allora vive “aggrappato al telefono”, nella speranza di un messaggio impossibile. A rendere ancora più drammatica la vicenda, la morte di un palombaro della Marina delle Maldive durante le ricerche. “È una tragedia nella tragedia. Il dolore si allarga”. E mentre attende risposte, Carlo prova a restare in piedi per il figlio ventenne: “Cerco di non cedere per lui. Ma so che il crollo arriverà”.

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