La Procura di Roma cerca di fare chiarezza sulla tragedia avvenuta alle Maldive, dove 5 sub italiani hanno perso la vita durante un’immersione in una grotta sottomarina. I magistrati, che indagano per omicidio colposo, hanno inviato alle autorità di Malé un’anticipazione di rogatoria internazionale con la richiesta di trasmettere al più presto in Italia tutte le attrezzature utilizzate dal gruppo, compresa la telecamera Go-Proritrovata nella cavità marina.
Proprio i filmati registrati durante l’escursione potrebbero rappresentare un elemento decisivo per ricostruire gli ultimi momenti prima della drammatica tragedia. Infatti, gli investigatori ritengono che le immagini possano chiarire cosa sia accaduto a circa sessanta metri di profondità, quota considerata particolarmente rischiosa e ben superiore rispetto a quella normalmente affrontata in immersioni di gruppo. Gli inquirenti vogliono capire se ci siano stati errori, problemi tecnici o eventuali sottovalutazioni delle condizioni operative.
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I dubbi sulla profondità dell’immersione alle Maldive
Tra gli aspetti al centro dell’inchiesta c’è proprio la scelta di spingersi fino ai sessanta metri. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, immersioni simili vengono generalmente effettuate attorno ai trenta metri di profondità. Una differenza importante che potrebbe aver inciso in maniera drastica sull’esito dell’escursione.
La Procura vuole accertare chi abbia autorizzato quella discesa alle Maldive e se siano state rispettate tutte le procedure di sicurezza previste per immersioni tecniche di quel livello. Intanto, proseguono anche gliesami autopticisui corpi di Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri, effettuati a Gallarate, con l’obiettivo di individuare eventuali cause che possano spiegare il decesso dei cinque italiani.
Le vittime e l’attività accademica
Nella tragedia hanno perso la vita Monica Montefalcone, 51 anni, docente di Biologia marina a Genova, la figlia Giorgia Sommacal, 23 anni, prossima alla laurea in Ingegneria biomedica, Muriel Oddenino, 31 anni, ricercatrice, Federico Gualtieri, neolaureato in Biologia ed ecologia marina e Gianluca Benedetti, 44 anni, manager e istruttore subacqueo del tour operator che aveva organizzato l’escursione a bordo dello yacht “Duke of York”.
Contemporaneamente, emergono anche interrogativi sul legame tra il viaggio e l’attività universitaria. Alessandro Albert, legale della famiglia Montefalcone, sostiene che quelle immersioni erano connesse a progetti accademici dell’Università di Genova. Una tesi condivisa anche dagli altri avvocati delle famiglie coinvolte, secondo cui l’ateneo sarebbe stato pienamente consapevole delle attività svolte durante la spedizione alle Maldive. Un elemento che potrebbe aprire ulteriori indagini sulla tragedia avvenuta alle Maldive già nelle prossime settimane.
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