Quattro persone della famiglia Kola sono morte a causa di un’intossicazione da monossido di carbonio all’interno della loro abitazione di Rughi, provincia di Lucca. Secondo le prime ricostruzioni, il ritardo dei soccorsi potrebbe essere risultato fatale. La causa sarebbe un’indicazione errata del numero civico fornita al telefono al momento della richiesta di aiuto. Nello specifico, la segnalazione sarebbe partita dall’interno dell’abitazione, quando i componenti della famiglia stavano già accusando i gravi malori.
A contattare il 112 sarebbe stato il figlio 22enne Hadjar Kola che, prima di perdere conoscenza, avrebbe comunicato un indirizzo inesatto, invertendo le cifre del numero civico. L’ambulanza giunta sul posto non è riuscita a individuare immediatamente l’abitazione. I soccorritori del 118 hanno quindi richiesto l’intervento dei carabinieri, che hanno cercato di risalire all’indirizzo corretto attraverso il gestore telefonico.
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Lucca, la ricostruzione dell’intervento dei soccorsi
Le verifiche hanno inizialmente condotto i militari verso un’altra abitazione di Porcari, dove risultava ancora residente il figlio maggiore, trasferitosi da poco insieme alla famiglia. Solo dopo l’intervento dello zio Durim Kola è stato possibile individuare la casa giusta. L’uomo, insieme ai carabinieri e ad alcuni vicini, ha sfondato la porta dell’appartamento intorno alle 21:40, trovandosi davanti alla scena drammatica in un ambiente saturo di monossido di carbonio.
Nel tentativo di prestare soccorso, lo stesso zio ha accusato un malore, cadendo a terra e battendo la testa. “Non sono riuscito a salvarli”, queste le parole colme di dolore dell’uomo, rilasciate al Corriere Fiorentino in seguito alla tragedia.
Le indagini in corso e le parole del Vescovo di Lucca
La Procura di Lucca, con il sostituto procuratore Paola Rizzo, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo a carico di ignoti. La caldaia dell’abitazione è stata posta sotto sequestro per accertare eventuali malfunzionamenti o irregolarità. Il medico legale, Stefano Pierotti, ha già effettuato l’esame esterno sui corpi delle vittime, disponendo anche i prelievi necessari a determinare l’esatto livello di monossido presente nel sangue.
Intanto, il vescovo di Lucca, Paolo Giulietti, ha invitato al raccoglimento e alla preghiera, definendo il silenzio di queste ore “pesante come una pietra”. Ha rivolto poi un pensiero particolare ai giovani che conoscevano i due figli della famiglia, invitandoli a trovare conforto nella solidarietà e nella fede. In serata è stata organizzata una veglia di preghiera nella chiesa di San Giusto a Porcari perchè, come ha ricordato il vescovo,“ la morte non ha l’ultima parola”.
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