In questi giorni l’omicidio di Lorena Isceri sta scuotendo molto l’opinione pubblica, colei che è stata gettata via dal suo ex, Federico Vella che non si è rassegnato di perdere la donna da cui era ossessionato. Infatti, dopo averla tenuta 20 minuti chiusa nel bagagliaio, l’ha gettata dal cavalcavia dell’A1 di Barberino del Mugello, successivamente, sebbene le forze dell’ordine abbiano fatto di tutto per salvare la vita almeno a lui, anche Federico si è gettato.
Secondo quanto riportato, la donna aveva deciso di lasciare l’uomo dopo varie discussioni. Poi il presunto piano di Federico: si sarebbe nascosto nel garage dove solitamente Lorena parcheggiava la sua auto a Rifredi, una zona popolare di Firenze. A quel punto lui sarebbe sbucato all’improvviso e l’avrebbe aggredita. In seguito l’uomo le avrebbe legato le gambe e le mani davanti. Dopo un momento di panico un barlume di speranza: nel bagagliaio del Suv dove Federico l’aveva rinchiusa c’era il suo zaino, dove aveva il cellulare, lei ha tentato di chiamare la polizia, che però non ha fatto in tempo ad intervenire.
Nella giornata ieri si è tenuta l’autopsia sul corpo della 52enne che ha dato un esito forse atteso ma tanto crudo: la donna è stata gettata giù dal cavalcavia quando era ancora in vita: è stata la caduta a provocarle la morte. Inoltre, secondo quanto trapelato, in quegli ultimi tentativi disperati di salvarsi, nell’attesa dei soccorsi, Lorena aveva anche proposto a Federico di tornare insieme, ma lui ormai era annebbiato dal possesso e dall’atto che avrebbe compiuto dopo pochi minuti.
Lorena Isceri, l’autopsia
L’ispezione cadaverica ha rilevato la presenza di lesioni interne e traumi da precipitazione compatibili con una caduta da grande altezza, a cui si aggiungono i traumi alla testa e al torace riscontrati e che, prima del volo, non erano mortali. Ciò vuol dire che è stata la caduta a provocarle la morte.
Domani, 9 settembre, si terranno nel pomeriggio i funerali a Squinzano, in provincia di Lecce, città di cui era originaria. La cerimonia è prevista nella chiesa di Maria Regina. La salma della 5enne è stata restituita ai familiari dopo il nulla osta rilasciato dalla magistratura aretina; inoltre il sindaco e la giunta comunale di Squinzano hanno disposto l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici.
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