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Livorno, 12enne minacciata per il mancato uso del burqa: denunciata una donna

La madre della ragazzina ha presentato una denuncia alla polizia: secondo il suo racconto, la figlia sarebbe stata intimidita da una donna che le contestava il mancato rispetto di prescrizioni religiose

3 Min di lettura

Una presuntaminaccia di morte nei confronti di una ragazza di 12 anniè al centro di un’indagine della polizia di Stato aLivorno. La vicenda, riportata dal quotidianoIl Tirrenoe oggetto di una denuncia formalmente presentata in questura, sarebbe avvenuta nel tardo pomeriggio di sabato scorso nell’area pubblica del Parterre.

Secondo quanto riferito dalla madre della giovane nella querela, ladodicenne si trovava con alcuni coetanei quando sarebbe stata avvicinata da un gruppo di adulti di origine bengalese.In particolare, una donna, descritta dalla denunciante come abituale utilizzatrice del burqa, avrebbe contestato alla ragazza il mancato rispetto di alcune prescrizioni religiose islamiche relative all’abbigliamento e ai comportamenti.

Le intimidazioni della donna

Sempre secondo la ricostruzione contenuta nella denuncia,il confronto sarebbe degenerato fino a trasformarsi in un episodio intimidatorio.Alla ragazzina sarebbero state rivolte minacce e prospettate future imposizioni con la forza. La madre sostiene inoltre che alla figlia sarebbe stata rivolta una minaccia di morte.

La dodicenne, rientrata a casa, sarebbescoppiata in lacrime e avrebbe manifestato un forte stato di agitazione.Nei giorni successivi, sempre secondo il racconto della madre, la ragazza avrebbe avuto paura di uscire di casa e di tornare a frequentare il parco dove si sarebbe verificato l’episodio.

Le minacce da un gruppo di estremisti

Nella denuncia la donna afferma inoltre che lapresunta responsabile farebbe parte di un gruppo impegnato a promuovere una rigorosa osservanza dei precetti religiosi tra i connazionaliresidenti sul territorio. La madre sostiene che quello denunciato non sarebbe un caso isolato, ma l’ultimo di una serie di approcci rivolti alla figlia.

La donna, originaria del Bangladesh e residente a Livorno, ha spiegato agli investigatori che il marito è di religione musulmana mentre lei è induista e che la coppia ha scelto di lasciare alla figlia la libertà di decidere autonomamente il proprio percorso religioso in futuro.Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti della polizia di Stato,chiamata a verificare quanto denunciato e a ricostruire con precisione l’accaduto.

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