Sappiamo davvero ascoltare gli studenti? L’occupazione a volte rappresenta l’unico mezzo che i ragazzi hanno a loro disposizione per cercare di essere visti. Quando le loro richieste e idee si trovano davanti dei muri, questa scelta diventa quasi necessaria. È questo il caso che vede protagonisti gli studenti del Liceo Giulio Cesare, che la scorsa notte hanno occupato l’istituto.
La scoperta della lista nella scuola aveva suscitato l’indignazione della comunità studentesca, dei docenti e delle famiglie, portando la procura di Roma ad aprire un’indagine per istigazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale.
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Gli studenti e le studentesse hanno presentato un comunicato di rivendicazione spiegando le motivazioni dietro la loro scelta: “In seguito ai recenti avvenimenti la comunità studentesca ha deciso di dare continuità alle proprie proteste con l’occupazione dell’istituto. Alla luce dell’assenza di un confronto costruttivo e del perdurare di un atteggiamento di indifferenza da parte della dirigenza, l’azione dell’occupazione si è configurata come l’unica opzione percorribile”.
Nel testo del documento si legge anche: “È vergognosamente evidente che alla dirigenza risulti scomodo riportare la realtà dei fatti per preservare il bel volto della scuola, infatti, è più facile tacere e strumentalizzare il dissenso degli studenti come è accaduto per la lista stupri recentemente trovata nel bagno del nostro istituto”.
Il testo continua spiegando che a causa di questo la comunità studentesca si è mobilitata organizzando un’assemblea straordinaria alla quale ha preso parte attivamente anche il consiglio dei docenti. In questa occasione oltre ad essere stata ribadita la ferma condanna per quanto accaduto nelle settimane scorse con la lista, è stato chiesto alla presidenza di “agire in modo concreto tramite iniziative che possano portare momenti dedicati al confronto e alla formazione di menti pensanti ed educate al rispetto”.
In seguito, la presidenza, si è mostrata fin da subito disposta ad accogliere le richieste, ma a detta degli studenti sembrerebbe non aver ancora preso provvedimenti seri al riguardo, se non tramite l’apertura di uno sportello psicologico dalla durata di due ore una volta ogni due settimane, per una scuola che conta oltre 1300 studenti.
Striscione: “Fuori i fasci dalla scuola”
Il pensiero della comunità scolastica si mostra evidentemente diviso. Infatti, sembrerebbe che ad occupare il liceo sia stato un gruppo di studenti di estrema destra, motivo per il quale davanti al cancello d’ingresso è stato affisso dai collettivi lo striscione “Fuori i fasci dalla scuola”.
Le occupazioni posso essere considerate azioni disordinate o una forma di mera provocazione, ma è opportuno ricordare come il dissenso giovanile sia spesso il motore che spinge al cambiamento.
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