Cari bambini e adulti che fanno finta di non crederci più,
E’ il 6 gennaio e come ogni anno la vostra Befana è qui che si aggira tra i camini di tutte le case, portando un po’ di dolcetti per i più piccoli e un pizzico di speranza per i più grandi, in un mondo dove le carezze, la gentilezza e qualche consiglio per l’anima non guastano mai. Nonostante la vecchia scopa, le scarpe rotte, i capelli bianchi e i miei tanti anni sulle spalle, conservo ancora quella saggezza che riservo a tutti voi.
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Ai bambini più o meno fortunati, a quelli che hanno sorriso anche nei giorni nei quali era più difficile farlo o che hanno aiutato i loro compagni in difficoltà, a quelli che si sono ricordati di dire “grazie” o “per favore” porto tanti cioccolatini, caramelle e una carezza invisibile che spero arrivi ai loro cuoricini. Ai marmocchi un po’ più monelli, che sono stati sgridati dai loro genitori o che non hanno rispettato le regole, lascio dolcetti e un pochino di carbone, non come punizione ma come promemoria che si può sempre migliorare perchè sbagliare è umano ma crescere è una magia che solo chi si impegna davvero può realizzare. Il mondo avrà presto bisogno della vostra saggezza.
A voi adulti invece… non sapete quanto carbone dovrei lasciarvi ma con gli anni sono diventata più indulgente. Ve lo porto ancora per ricordarvi che siete stati bambini anche voi, che non serve essere perfetti per essere buoni. Vi porto riflessioni, gentilezza, speranza, pace, amore, rispetto per il prossimo e per le vostre persone. Perdonate anche e soprattutto voi stessi.
Per chi ha corso e dimenticato l’importanza delle pause. Per chi si è arrabbiato in fretta e ha detto parole di troppo. Per chi ha dimenticato di chiedere “come stai?” a qualcuno che ne aveva bisogno. Ma anche a chi, in silenzio, ha fatto del bene. A chi ha ascoltato, donato tempo, mostrato gentilezza. A voi porto la mia ammirazione e magari una caramella nascosta tra le pagine di questo quotidiano.
Nel mio viaggio di quest’anno ho visto finestre accese di speranza, sogni sospesi tra le nuvole e tanti desideri scritti con la voce del cuore. Ho visto genitori stanchi ma pieni d’amore, alcuni aspettano ancora i loro figli in silenzio, come quelli della strage del Crans-Montana. A questi rivolgo una parola in più…porto la forza di non impazzire, di farsi forza, di tentare di andare avanti anche quando la vita si fa dura.
A chi ha perso la fiducia nelle cose belle, a chi lotta con la solitudine, con la salute, a chi è in guerra dentro e fuori casa, a chi ha fame, a chi ha freddo, a chi fugge in cerca di dignità, a tutti questi dono tanta speranza, conforto ma soprattutto tanta forza, nonostante il dolore continui a stare in un angolo del vostro cuore. A tutte le donne che stanno lottando contro la violenza e che credono di non poter far nulla, a voi che so che infondo siete coraggiose, non abbiate paura di chiedere aiuto.
Ai ragazzi che stanno cercando la loro strada tra mille incertezze, non smettete mai di cercarla, non abbandonatevi, non mollate e abbiate speranza perchè solo così riuscirete ad essere grandi. Ricordate: non è mai troppo tardi per diventare la versione migliore di se stessi. E anche se gennaio sembra grigio, ogni giorno può essere una nuova calza da riempire: di affetto, gentilezza, piccoli gesti, grandi idee. Non smettete di crederci….Che qualcosa possa cambiare, che l’umanità sappia ancora commuoversi. Che dietro ogni notizia, ogni calza, ogni gesto ci sia un cuore che batte.
Vi abbraccio, con il profumo di zucchero filato e fumo di camino.
Ci rivediamo tra un anno. O magari domani, in un gesto buono fatto senza aspettarsi nulla in cambio.
La vostra amata Befanina
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