Una lettera del superiore generale dellaFraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, aPapa Leone XIV, in risposta aldecreto sulle scomuniche del Dicastero per la Dottrina della Fede, riapre il confronto tra la Santa Sede e i lefebvriani. Nella missiva, dai toni fortemente polemici ma formalmente rispettosi, il movimento fondato da Marcel Lefebvrerespinge le sanzioni, definendole“oggettivamente ingiuste”, pur ribadendo la volontà di non interrompere il legame con la Chiesa Cattolica e rivendicando la missione di“servizio alle anime” e custodia della tradizione.
Lefebvriani, don Davide Pagliarini: “La decisione del Papa mette in luce il contesto tragico in cui versa la Chiesa universale”
“Non accogliamo queste nuove sanzioni conamarezza o ribellione“, si legge nel testo, che sottolinea come le condanne “ci spingono adamare ancora di più la santa Chiesae a provvedere ai suoi bisogni con tutte le nostre forze“. Pagliarini legge le recenti decisioni disciplinari come segno diuna mancata apertura al dialogo, giacché le scomuniche, nelle sue parole, “mettono una volta di più in luce ilcontesto estremamente tragicoin cui versa la Chiesa universale“, laddove invece le attività dei lefebvriani rappresentano “un’iniziativa estrema di soccorso delle anime, in mezzo allaconfusione dottrinale e morale“.
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Nonostante tutto, il movimento fondato da Lefebvre confida che un giorno Prevost possa fare proprio il programma di San Pio X, ovvero“restaurare ogni cosa in Cristo”. In quel giorno il Santo Padre, “scoprirà nella Fraternità San Pio Xnon un ammasso di serpenti e di scorpioni, ma un piccolo esercito di figli leali,scoprirà con grande gioia e profonda consolazione delleanime autenticamente cattoliche, il cui vincolo con la Chiesa non si è mai fondato sulle sabbie mobili di un dialogo ambiguo, masulla roccia della fede di Pietro“.
Pur nel contesto dello scisma canonico, il superiore generale termina la lettera chiedendo al Pontefice dibenedire i lefebvriani “come figli Suoi”, assicurando che, nonostante la scomunica, “per noi nulla è cambiato emai nulla cambierà“.
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