Una giornata di vacanza si è trasformata in un dramma sul lago di Como, dove una bambina di 9 anni, Arwa Rfali, ha perso la vita dopo essere scomparsa nelle acque antistanti il Tempio Voltiano. La piccola, di nazionalità marocchina, si trovava in Italia insieme ai genitori per trascorrere alcuni giorni con parenti residenti da anni nel Monzese. Il suo corpo è stato ritrovato in tarda serata dai sommozzatori dei Vigili del fuoco, al termine di lunghe e complesse operazioni di ricerca.
L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, nella zona dei cosiddetti “Giardini a lago”, un tratto del lungolago comasco dove, nonostante il divieto di balneazione, ogni estate centinaia di persone entrano in acqua. Secondo una prima ricostruzione, la bambina stava giocando insieme ad alcuni cugini su una secca che affiora periodicamente quando, intorno alle 15, sarebbe stata improvvisamente trascinata dalla corrente, scomparendo alla vista dei familiari.
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Un’area pericolosa del lago di Como
L’allarme è stato lanciato immediatamente dai genitori della bambina, disperati dopo averla vista sparire sott’acqua. I primi a intervenire sono stati gli agenti di una pattuglia di polizia che si trovava nelle vicinanze, seguiti dalle unità navali della Guardia di Finanza e dei Vigili del fuoco. Con il passare delle ore sono arrivati anche i sommozzatori, trasportati in elicottero da Torino, mentre sul posto era presente anche l’elisoccorso con il personale sanitario. Nonostante il rapido dispiegamento dei soccorsi, le ricerche si sono concluse in tarda serata con il ritrovamento del corpo senza vita della piccola nel lago di Como. I genitori, sotto shock, sono stati accompagnati in questura per ricevere assistenza.
La tragedia riporta l’attenzione su un punto preciso del lago di Como considerato particolarmente pericoloso. Tra il 2017 e il 2023, nello stesso tratto di costa, si sono registrate otto vittime, in gran parte giovani stranieri. A rendere pericolosa la zona è soprattutto la conformazione del fondale che dopo una fascia inizialmente bassa e apparentemente sicura, il terreno precipita bruscamente in profondità, cogliendo di sorpresa chi non è un nuotatore esperto o chi sottovaluta le correnti presenti del lago di Como.
Nonostante la presenza di numerosi cartelli che segnalano il divieto di balneazione, durante la stagione estiva la spiaggetta davanti al Tempio Voltiano continua a essere frequentata da moltissimi turisti, attratti dalla possibilità di accedere gratuitamente all’acqua, a differenza dei lidi attrezzati della città. Negli anni era stata presa in considerazione l’ipotesi di rendere l’area balneabile attraverso un servizio di sorveglianza e salvataggio, ma il progetto era stato successivamente abbandonato anche a causa della qualità delle acque, giudicate non idonee alla balneazione.
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