La visita della principessa del Galles Catherine a Reggio Emilia si è trasformata in molto più di un appuntamento istituzionale. Tra bambini, stagni, atelier creativi e natura,la futura regina britannica ha trovato nel Reggio Emilia Approach un modello educativo capace di emozionarla profondamente.E le sue parole, pronunciate al termine della visita alla scuola dell’infanzia Salvador Allende, hanno lasciato il segno:“Avrei voluto che la mia scuola fosse stata come questa e vorrei che tutte le scuole del mondo fossero come questa”.
Nel secondo giorno della sua permanenza in Emilia, Kate ha visitato la scuola dell’infanzia Salvador Allende, uno dei simboli dell’esperienza educativa reggiana promossa da Reggio Children. La scuola, immersa nel verde, rappresenta uno degli esempi più noti del cosiddetto Reggio Emilia Approach,il metodo pedagogico fondato sull’idea che l’ambiente sia un vero e proprio terzo insegnante.
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Una giornata tra natura e pedagogia
Accolta dall’entusiasmo dei bambini e delle famiglie radunate all’esterno, la principessa ha partecipato all’“assemblea dei bambini”, il momento collettivo che ogni mattina apre la giornata scolastica.Seduti in cerchio, gli alunni decidono democraticamente attività e programmi, in un esercizio di ascolto reciproco e partecipazione.
I piccoli hanno guidato Kate alla scoperta del parco della scuola: uno spazio quasi fiabesco con uno stagno, una foresta di bambù, una capanna segreta, un salice piangente e una torre per arrampicarsi. Tra tartarughe, anatre e rane,la principessa ha ascoltato i racconti dei bambini e le spiegazioni dell’atelierista Stefano Sturlani,che negli anni ha contribuito a progettare e immaginare questo ambiente naturale.
Uno dei momenti più significativi della visita è arrivato quando Kate ha raccontato la propria esperienza familiare.La principessa ha spiegato di aver creato, per i figli George, Charlotte e Louis, uno spazio domestico ispirato proprio agli atelier delle scuole reggiane:un luogo fatto di sassi, legni, materiali naturali e oggetti da esplorare liberamente.
ReMida: il riciclo diventa creatività
Dopo la visita alla scuola Allende,la principessa si è spostata al centro creativo ReMida, altra eccellenza del territorio reggiano.Nato nel 1996 dalla collaborazione tra il Comune di Reggio Emilia, il gruppo Iren e Reggio Children, il progetto recupera materiali destinati allo smaltimento per trasformarli in strumenti educativi e artistici.
Qui Kate ha incontrato educatori, rappresentanti del progetto e bambini coinvolti nelle attività di riuso creativo. Ad accoglierla anche una bambina che le ha donato un mazzo di fiori.ReMida è oggi una rete internazionale dedicata alla sostenibilità e alla creatività educativa, esempio concreto di come l’ecologia possa intrecciarsi con la pedagogia e la partecipazione culturale.
La visita a Reggio Emilia ha mostrato anche un altro aspetto:il cambiamento dell’immagine della monarchia britannica.Selfie, sorrisi, dialoghi spontanei con i cittadini e un rapporto diretto con bambini e famiglie raccontano una figura reale molto diversa, una comunicazione più empaticag e meno formale, che sembra funzionare soprattutto fuori dal Regno Unito, dove il fascino dei Royals continua a esercitare una forte attrazione anche sulle giovani generazioni.
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